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Cannabis light, chiusi due negozi nelle Marche. Salvini: “Oggi una direttiva per farlo in tutta Italia”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 9 Mag. 2019 alle 12:16 Aggiornato il 9 Mag. 2019 alle 13:50
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Cannabis light negozi chiusi

A poche ore dalle dichiarazioni contro la cannabis light del vicepremier leghista Matteo Salvini, nelle Marche due negozi che vendono la cannabis legale sono stati chiusi per ordine del questore di Macerata. E intanto Salvini ha annunciato per la giornata di oggi la diramazione di una direttiva per avviare più controlli in questi negozi.

I locali chiusi si trovano a Civitanova Marche, in provincia di Macerata. Il Antonio Pignataro ha così spiegato la decisione: “Alle tante mamme che soffrono per i loro figli che fanno uso di cannabis avevo promesso che avrei chiuso tutti i negozi di Cannabis legale: oggi con la chiusura di questi altri due negozi, ho onorato la mia promessa”. “La cannabis è l’anticamera dell’inferno, è l’anticamera dell’eroina e l’anticamera della cocaina”, ha aggiunto il questore.

La notizia è stata rilanciata da Salvini: “Sono sicuro che il ‘modello Macerata’ può essere replicato con successo in tutta Italia, oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione”, ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno durante un comizio a Pesaro.

Quasi in contemporanea alla notizia della chiusura dei cannabis shop nelle Marche, gli organizzatori del Festival internazionale della canapa di Torino hanno deciso di annullare l’evento, in programma dal 17 al 19 maggio: “Dopo le parole di Salvini non si può fare”, hanno spiegato.

Chiuso il caso Siri, nella serata di ieri, ospite del programma tv Otto e Mezzo, Salvini ha rilanciato la sua battaglia contro la cannabis, dicendo di voler chiudere i negozi che la vendono. “Ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l’obiettivo di chiuderli uno per uno”, ha detto il leader della Lega.

Sul punto si registra però la freddezza degli alleati di governo del Movimento Cinque Stelle. La ministra della Salute, Giulia Grillo (M5S), ha contestato la posizione di Salvini, che accomuna cannabis light e droga. “Non bisogna dare informazioni sbagliate, nei canapa shop non si vende droga”, ha sottolineato la ministra.

Il vicepremier Cinque Stelle Luigi Di Maio, dal canto suo, ha lanciato una frecciata a Salvini sull’impegno contro le mafie. “Dire di essere contro la droga è come dire di essere per la pace nel mondo, siamo tutti d’accordo: più controlli fa meglio è, nessuna volontà di non sostenere il ministro dell’Interno nella lotta alla droga. Controlli, per carità, e immagino anche lotta alla mafia”, ha detto il capo politico M5S.

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