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Alessio e Valentina si sposano, poi cambiano sesso, e per il giudice il matrimonio è ancora valido: sentenza storica

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Per la prima volta al mondo la giudice che riconosce il duplice cambiamento di sesso ordina all'anagrafe di ratificare la validità, a ruoli invertiti, del matrimonio

Primo matrimonio tra due transgender valido anche dopo il cambio di sesso

Alessio e Valentina erano marito e moglie, ora sono moglie e marito, perché Alessio è diventato Alessia e Valentina è diventato Davide.

Ma i due sono rimasti sposati, e la sentenza che ha dichiarato il loro matrimonio valido dopo il rispettivo cambio di sesso, è storica: per la prima volta al mondo la giudice che riconosce il duplice cambiamento di sesso ordina all’anagrafe di ratificare la validità, a ruoli invertiti, del loro matrimonio.

Nessun caso simile si era verificato in precedenza: il loro è un diritto civile inedito, sancito dal tribunale di Grosseto il 3 ottobre scorso.

“È una sentenza straordinaria in senso giuridico e sociale e farà giurisprudenza”, ha detto l’avvocato, Cathy La Torre.

Alessio e Valentina, piccolissimi, entrambi ventenni, godevano già di un primato, ovvero quello di aver celebrato il primo matrimonio transgender in Italia il 6 febbraio 2016. Per l’anagrafe erano solo Alessio e Valentina, ma in comune Alessio aveva l’abito da sposa e Valentina la cravatta, perché per loro erano già Alessia e Davide. Il loro amore era sbocciato nel supermercato di cui Alessio è proprietario a Orbetello, dove ha conosciuto Valentina quando lei stava per affrontare il cambiamento verso il sesso opposto. “È stato un colpo di fulmine”, raccontano.

Perché il loro caso è storico?

In Italia se un solo coniuge è in transizione, il matrimonio va sciolto o trasformato in unione civile. Se invece entrambi i fidanzati cambiano sesso, il matrimonio è lecito ma per celebrarsi serve: il riconoscimento medico della “disforia di genere”, il cambiamento fisico con gli ormoni e le operazioni, e il giudizio finale del tribunale (che non è scontato sia positivo).

Alessia e Davide, dopo aver cambiato sesso, non volevano attendere tutto questo tempo, e hanno provato ad adire la corte per farsi riconoscere il matrimonio senza le cartelle cliniche.

“Partendo da una sentenza della Corte costituzionale (170 del 2014), la giudice ha sancito che va tutelato l’amore: ha ordinato la prosecuzione del vincolo, disponendo allo stato civile di aggiornare i nomi dei coniugi nei nuovi ruoli”. Un precedente importante anche per le altre coppe che intendono invertire i sessi.

Secondo l’avvocato, ci sarebbero varie coppie “switch” in Italia che potrebbero trarre beneficio dalla sentenza: “Spesso i transgender si innamorano tra loro perché dal punto di vista relazionale ed emotivo è difficile presentarsi agli altri”, spiega La Torre.

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