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L’Australia dichiara guerra ai gatti: salsicce avvelenate per sterminarne 2 milioni

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 29 Apr. 2019 alle 08:54 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:43
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Credit: Getty Images

Salsicce avvelenate per eliminare i gatti randagi. È questo il programma lanciato dall’Australia per sbarazzarsi dei felini, che, secondo le istituzioni, sarebbero troppi. In tutto nel paese si contano tra i due e i sei milioni di esemplari, che si riproducono velocemente, diventando una seria minaccia per le altre specie.

Lo scopo, dunque, è quello di proteggere altre specie. È dal 2015 che l’Australia ha avviato il programma di eliminazione dei gatti domestici inselvatichiti che popolano soprattutto le zone rurali, dove il numero degli esemplari è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, mettendo a rischio la sopravvivenza di almeno venti specie animali. E così l’Australia si è proposta di eliminare circa due milioni di felini entro il 2020.

La notizia dell’imminente sterminio di questi animali ha suscitato la reazione delle associazioni animaliste, che stanno protestando contro l’iniziativa – già in atto – e di esperti stanno cercando di trattare con le istituzioni locali.

Lo sterminio è già in atto: le salsicce avvelenate vengono lanciate direttamente dagli aerei nella boscaglia delle zone rurali in cui vivono i gatti selvatici. Gli animali muoiono dopo appena 15 minuti dall’aver mangiato carne di canguro, grasso di pollo, erbe e spezie contaminati. Quello che le associazioni animaliste recriminano al governo è il non aver usato o pensato a metodi alternativi.

La rete per i diritti degli animali Direct Action Everywhere ha spiegato come le istituzioni avrebbero potuto intraprendere la strada della sterilizzazione degli animali prima di ricorrere allo sterminio di due milioni di esemplari. Dalle autorità arriva la replica secca: “I gatti uccidono 377 milioni di uccelli e 649 milioni di rettili all’anno, il che rende il suolo meno fertile e produttivo”.

Wayne Hsiung, co-fondatore Direct Action Everywhere, ha definito “inquietante” l’azione del governo, sottolineando che gli uomini sono di gran lunga la specie più dannosa e invasiva del pianeta. “Non sono stati compiuti sforzi significativi per ridurre l’impatto dei gatti sulla fauna selvatica utilizzando mezzi non violenti”, ha affermato ancora.

La proposta di Hsiung è semplice: “Un programma di sterilizzazione di massa o sanzioni più severe chi abbandonano i loro gatti. Il governo ha basato la sua politica violenta e orribile sulla ricerca speculativa”.

Dalla parte del governo si schiera, invece, la scienza e dall’Università Charles Darwin il professor John Woinarski ha sottolineato come nel tempo si siano perse ben 34 specie di mammiferi terrestri in Australia. E la colpa è dei gatti.