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Cop24: raggiunta l’intesa per l’attuazione dell’Accordo di Parigi, ma impegni poco chiari

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 17 Dic. 2018 alle 09:58 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:49
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Credit: AFP

Dopo uno stallo durato diversi giorni, i 196 paesi che hanno preso parte alla Cop24 di Katowice in Polonia hanno raggiunto un accordo per contrastare il cambiamento climatico.

Il documento di più di 100 pagine stabilisce la regole comuni che i firmatari devono rispettare per fermare il global warming e rende operativo l’accordo di Parigi firmato nel 2015.

I paesi che hanno sottoscritto il Rulebook si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 per limitare la crescita della temperatura media globale ad un massimo di 2 gradi entro la fine del secolo.

Grazie all’accordo raggiunto alla fine della Cop24, si è cercato di rafforzare la cooperazione tra gli Stati più ricchi e quelli in via di sviluppo, che hanno interessi diversi e differenti piani di crescita economica.

I paesi industrializzati hanno promesso di aiutare quelli più poveri e la Banca Mondiale ha annunciato un finanziamento di 200 miliardi di dollari per cinque anni a sostegno dei governi che mettono in campo politiche concrete contro i cambiamenti climatici.

“L’approvazione del programma di lavoro sull’accordo di Parigi è la base per un processo di trasformazione che richiederà un’ambizione rafforzata dalla comunità internazionale”, ha affermato il segretario delle Nazioni Unite,  Antonio Guterres.

“La scienza ha chiaramente dimostrato che abbiamo bisogno di maggiore ambizione per sconfiggere il cambiamento climatico. D’ora in poi, le mie 5 priorità saranno: ambizione, ambizione, ambizione, ambizione e ambizione”.

A conclusione della conferenza sul clima è stato anche indetto un nuovo summit Onu per il 2019 in Cile, che sarà preceduto da un pre-Cop25 in Costa Rica, in cui i capi di Stato dovranno dimostrare di aver messo effettivamente in campo le politiche di riduzione di CO2.

Entro il 2020 i paesi firmatari dovranno poi dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi che erano stati prefissati 10 anni prima sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

“Un accordo debole” – Nonostante la firma di un accordo finale, mancano delle indicazioni precise su come i paesi hanno effettivamente intenzione di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Attualmente, gli scienziati hanno calcolato che la temperatura globale aumenterà di 3 gradi rispetto ai livelli pre industriali, provocando alluvioni, l’aumento del livello dei mari e il declino della produzione agricola.

Il testo finale firmato dai 196 paesi è stato criticato da diverse associazioni ambientaliste, tra cui Greenpace.

“Si è scavato un fossato tra la realtà dei cambiamenti climatici descritta dalla scienza, con le sue conseguenze drammatiche per le popolazioni di alcune regioni del mondo, e l’azione politica”, ha affermato Clément Sénéchal.

“La Cop24 ha offerto il triste spettacolo di nazioni che difendono i loro interessi economici e industriali, mentre quelle più vulnerabili si giocano la sopravvivenza. La realtà è che quei popoli sono stati abbandonati”.

I problemi nel trovare un accordo – Trovare un accordo tra i paesi della Cop24 non è stato facile, soprattutto a causa del desiderio del Brasile di cambiare il modo in cui si calcolano i “crediti di carbone” a proprio vantaggio.

I paesi che riescono a ridurre le emissioni di carbonio infatti ricevono dei crediti: un’autorità nazionale o sovranazionale definisce un valore massimo di emissioni di CO2 nell’atmosfera a livello globale.

Questo valore viene diviso e ripartito sotto forma di “diritti di emissione” e ogni paese si impegna a emettere CO2 in quantità pari o inferiore alle quote assegnate. Se il limite viene superato, il soggetto deve acquistare i crediti che gli mancano da altri che si sono comportati in maniera più virtuosa di quanto richiesto e che quindi possono vendere le proprie eccedenze.