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“Diamo la parola agli italiani”: Salvini ciancia di democrazia ma ignora le regole del Paese che governa

Il leader della Lega insiste sulle elezioni anticipate: la verità è che tutto ciò che annuncia è irrealizzabile, eppure continua a rimpinzare i propri fan ed elettori con tonnellate di bugie

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Il leader della Lega Matteo Salvini. Credit: Alberto PIZZOLI / AFP

“Restituire la parola agli italiani”, va continuamente ripetendo Matteo Salvini negli ultimi giorni. Il vicepremier vuole le elezioni anticipate a ottobre, nonostante all’orizzonte si stagli un pericoloso slittamento dell’approvazione della legge di Bilancio e l’aumento dell’Iva al 25 per cento per effetto del mancato disinnesco delle clausole di salvaguardia. Bisogna ridare la parola al popolo, secondo Salvini, perché il voto è espressione di democrazia e gli italiani hanno il diritto di avere un esecutivo stabile in grado di governare per cinque anni senza problemi.

Voglio dare agli italiani un governo stabile e serio per i prossimi 5 anni. Non ci saranno giochi di palazzo, ma solamente elezioni. La parola va agli Italiani”, ha scritto lo scorso 10 agosto su Twitter, ribadendo: “Fa così paura il voto?”. Che l’Italia sia una repubblica parlamentare e che la Costituzione dica che i cittadini sono chiamati alle urne ogni cinque anni per eleggere i propri rappresentati di Camera e Senato poco importa, per Salvini sono inutili e tendenziose puntualizzazioni.

Salvini ciancia di democrazia senza conoscere le regole democratiche che regolano i giochi del Paese che governa. Da giorni, anzi settimane, il vicepremier avanza l’ipotesi delle elezioni anticipate per permettere agli italiani di esprimersi, rifuggendo le alleanze e i “giochi di palazzo”. Poco importa che l’attuale esecutivo sia frutto di un accordo post-elettorale – un gioco di palazzo, se vogliamo – e di un contratto di governo firmato due mesi dopo le elezioni politiche del 2018. Poco importa, anche, che Salvini nel corso degli ultimi 15 mesi abbia più volte ribadito che il contratto di governo siglato con il Movimento 5 Stelle nel maggio 2018 si era reso necessario proprio per garantire un’unità di intenti fondata sulla stabilità dell’esecutivo per tutta la legislatura. Per Salvini le elezioni sono il sale della democrazia, almeno da quando i sondaggi lo danno stabilmente primo partito al 38 per cento.

“Non chiederò ministeri né passi indietro al Movimento 5 Stelle”, aveva dichiarato solo pochi mesi fa lo stesso Salvini dopo la vittoria alle europee. Nel giro di pochissime settimane il quadro è mutato e Salvini da alleato del M5S e azionista di minoranza del governo si è trasformato nel peggior nemico dell’esecutivo di cui fa parte. Ha annunciato la decisione di sfiduciare il premier Giuseppe Conte nel bel mezzo del mese di agosto, a ridosso della chiusura estiva del parlamento, e, certo della riuscita del suo diabolico piano, ha proposto di riaprire l’Aula per votare la sfiducia alla vigilia di Ferragosto.

“Il Popolo vuole le elezioni, vuole decidere”, continua a dichiarare il vicepremier. A quale popolo si riferisca non è dato saperlo, soprattutto non è dato sapere quanti sarebbero, secondo lui, gli italiani desiderosi di recarsi nuovamente alle urne avendo votato appena un anno fa. Ma poi, ancora: da quando “democrazia” significa dover andare a votare ogni qualvolta un Salvini si sveglia e pretende di tornare alle urne per colmare la propria sete di pieni poteri?

A sentire Matteo Salvini sui social, pare che il ministro dell’Interno abbia facoltà di scegliere quando andare al voto, soprattutto sostiene che andare a votare e ridare la parola agli italiani sarebbe l’unica vera forma di democrazia. Poco importa che il presidente Mattarella ancora non si sia espresso sulla questione e poco importa che la Costituzione di questa repubblica parlamentare imponga la ricerca di un’eventuale maggioranza alternativa.

Nel frattempo Salvini ha anche annunciato di avere già pronta una manovra finanziaria fatta di condoni, tasse al 15 per cento, tagli di imposte sulla casa e nessun aumento di Iva. Con che soldi vorrebbe finanziare tutto ciò non è dato saperlo, così come non è dato sapere quando questa presunta legge di Bilancio del Bengodi verrebbe approvata in caso di elezioni a ottobre.

La verità è che Matteo Salvini sa bene che tutto ciò che annuncia è irrealizzabile, ma nonostante ciò continua a rimpinzare i propri fan ed elettori con tonnellate di bugie, bufale, omissioni e mezze verità perché l”incessante propaganda fondata sul nulla è il vero segreto del suo successo elettorale.

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