Me

Yemen, missili e kamikaze contro Aden: almeno 49 morti

Immagine di copertina

Yemen, missili e kamikaze contro Aden: 40 morti

Almeno 49 persone sono morte in Yemen in una serie di attacchi missilistici e da parte di attentatori kamikaze nella città portuale di Aden: lo riferiscono funzionari sanitari. Ancora non sono noti i dettagli dell’attacco.

Intanto, è dal 2004 che la situazione di conflitto in Yemen è molto tesa: dal 2014 gli sciiti houthi, sostenuti dall’Iran, sono in guerra contro il governo sunnita, sostenuto dall’Arabia Saudita. Inizialmente le azioni di ribellione avevano lo scopo di difendere lo zaidismo, una corrente dello sciismo, dalle ingerenze jihadiste sunnite. Ma la svolta avvenne quando – sull’onda delle “primavere arabe” – il presidente Ali Abdullah Saleh fu costretto a dimettersi nel 2012.

Lo sostituì il generale Abdarabbuh Mansour Hadi, eletto con il 99,8 per cento dei voti, appoggiato dal Consiglio di Cooperazione del Golfo, ma incapace di fermare i contrasti all’interno delle fazioni del popolo yemenita.

Nel gennaio del 2015 gli houthi occuparono il palazzo presidenziale e proclamarono al potere il Consiglio Rivoluzionario sciita.

Il governo Hadi fu costretto all’esilio nella città di Aden, che da allora è sede dell’unico governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Dal 2015 – periodo in cui la coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta militarmente – lo Yemen, come la Siria, è diventato un nuovo teatro di guerra dove sciiti e sunniti combattono la loro guerra millenaria.

Lo Yemen, posto all’estremità meridionale della penisola araba, è stato uno dei più antichi centri di civilizzazione, oggi è tra i paesi più poveri del mondo, con condizioni di sottosviluppo diffuso e dipendenza pressoché totale da aiuti esterni. La guerra ha provocato una delle peggiori crisi umanitarie conosciute nel mondo moderno.

***Notizia in aggiornamento

> La guerra in Yemen e il caso della petroliera Safer bloccata nel Mar Rosso: un punto sulla situazione