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Gozi-Francia, giudice costituzionale a TPI: “La legge italiana prevede la revoca della cittadinanza in questi casi”

Secondo il costituzionalista Paolo Maddalena, Gozi potrebbe perdere immediatamente la cittadinanza

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Sandro Gozi Credit: ANSA/LUCA ZENNARO

Gozi-Francia, costituzionalista: “La revoca della cittadinanza è prevista dalla legge”

“A mio avviso l’ex sottosegretario Sandro Gozi ha già perduto automaticamente la cittadinanza a causa dell’incarico accettato in Francia, ai sensi dell’art.12, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91“. Non ha dubbi il vice presidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena sentito da TPI: l’aver accettato l’incarico nel Gabinetto del premier francese Edouard Philippe in qualità di responsabile per gli Affari europei porterà all’esponente Pd Gozi molti guai, soprattutto per quanto riguarda la sua cittadinanza italiana.

“Per la legge è un traditore”

“Per la legge Gozi è un traditore della patria, ha ragione Di Maio a voler togliere la cittadinanza”, sostiene Paolo Maddalena, riferendosi alla richiesta di revoca della cittadinanza italiana a Gozi proposta mercoledì 31 luglio dal vice premier pentastellato.

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Secondo il giurista, “nel caso di Gozi non può trovare applicazione l’art. 22 della Costituzione, poiché i cosiddetti motivi politici di cui parla questo articolo attengono alla libertà delle scelte politiche di ciascun individuo, ma sempre nell’interesse dell’Italia, interesse che è oggetto fondamentale di tutela da parte della nostra Costituzione. Gozi, invece, ha accettato un incarico politico in Francia, in favore del Popolo francese e non del Popolo italiano e, poiché gli interessi francesi non corrispondono a quelli dello Stato italiano, egli si trova ad agire anche contro gli interessi italiani. Il meno che si può fare è riconoscere che egli ha perso automaticamente la cittadinanza italiana”, spiega Maddalena.

Gozi in Francia contro l’interesse dell’Italia?

Nell’articolo 12 della legge 1992 si legge infatti che “il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l’Italia, ovvero prestando servizio militare per uno Stato estero, non ottempera, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare”.

Per l’ex sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni la carriera militare non c’entra, ma nel suo caso l’incarico pubblico in Francia potrebbe “davvero essere controproducente per l’Italia”, come sottolinea Paolo Maddalena.

Operando per conto di un governo di uno stato forte come la Francia, potrebbe mettere addirittura in pericolo il nostro paese perché “ha ricoperto la stessa carica nel nostro Governo, conoscendo posizioni e interessi anche riservati non sempre coincidenti”, dice Maddalena.

Non tutti la pensano così

Per dovere di cronaca, è bene ricordare che c’è chi la pensa diversamente dal giurista Paolo Maddalena. Dopo l’annuncio di Di Maio sulla revoca di cittadinanza alcuni politici e intellettuali si sono schierati però a favore di Gozi, dicendo che il suo merito è quello di essere riuscito a diventare una figura di spicco nel panorama internazionale.

Secondo questa interpretazione del diritto, “i motivi politici” non sarebbero sufficienti per lasciare un italiano che va a lavorare come consulente all’estero – come Gozi – senza cittadinanza. (Nel commento di Lorenzo Tosa per TPI abbiamo affrontato questa posizione).

Le mani della Francia sull’Italia

“La Francia – precisa il giurista – ha già comprato e dilapidato le risorse italiane più importanti nel campo dell’agroalimentare e della moda. Avere una ‘talpa’ che conosce forze e debolezze dell’Italia non farebbe che peggiorare le cose. Sono un europeista, non un sovranista, ma essere fregati sotto il naso è troppo”.

Il costituzionalista ha spiegato a TPI che c’è una pratica legale precisa alla quale potrebbe ricorrere il governo italiano per revocare la cittadinanza a Sandro Gozi: “Occorre in primo luogo un ‘divieto’ del Governo italiano ad accettare l’incarico, e, se Gozi non si adegua, la dichiarazione della sua perdita della cittadinanza”.

“La revoca è davvero molto probabile e Gozi potrebbe rimanere apolide”, conclude il costituzionalista Maddalena.

Il fil rouge tra Italia e Francia, con il caso Gozi, rischia di spezzarsi ancora una volta.

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