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“Scolaresca di Lampedusa sulle montagne russe”: capo marketing di Gardaland condivide la foto che irride i migranti

La pagina satirica "Fotografie segnanti" colpisce ancora

Immagine di copertina
Il post del responsabile marketing di Gardaland

Migranti a Gardaland: il fotomontaggio satirico

Migranti a Gardaland, sulle montagne russe. È l’ultimo, irriverente, accostamento della pagina satirica “Fotografie segnanti” che abbina una foto di rifugiati su un barcone, con il giubbotto di salvataggio addosso, con la didascalia “Castelnuovo del Garda, luglio 2019. Una scolaresca di Lampedusa si diverte sulle montagne russe di Gardaland“.

Il post del responsabile marketing

Fin qui, ironia di cattivo gusto a parte, tutto ok. La foto è stata però ri-condivisa da Enrico Baldazzi, responsabile del marketing del noto parco divertimenti nel nord Italia. “Siamo sempre sulla bocca di tutti”, scrive l’head of marketing. Il post sul social network circola per diverse ore, poi viene cancellato.

Lo scherzo non è dei più riusciti, visto che i migranti che attraversano il Mediterraneo rischiano la vita nelle traversate della speranza e né si divertono e né sono al parco giochi.

Le falke news sui migranti

Ma il senso della satira è far riflettere, a volte pungendo. Per questo “Fotografie segnanti” aveva deciso di prendere gli elementi di chi, come il vice premier Matteo Salvini, definisce “pacchia” quella che vivono i migranti e unirli a quelli delle fake news che vengono alimentate su internet rispetto ai rifugiati, per poi mettere tutto sul piano della presa in giro.

“Hanno fatto riaccendere ceppi di malattie epidemiche, ci costano quaranta euro al giorno, dormono in alberghi a quattro stelle e si lamentano per il Wi-Fi lento”. Se siete frequentatori abituali del web è probabile che frasi come queste vi suonino familiari: sono infatti tra le bufale più virali e resistenti a qualsiasi operazione di debunking quando si parla di flussi migratori. A guardarle bene, sono soprattutto il corollario di un tema, l’immigrazione appunto, per cui nessuno – né i politici, né chi si occupa per professione di informazione, né soggetti no profit o aziende – è riuscito a trovare uno storytelling efficace e in grado di bilanciare il naturale interesse umano che storie come queste generano con la necessità di un’informazione corretta e obiettiva.

La satira può ribaltare la percezione e smascherare le fake news sull’immigrazione. Ma la ri-condivisione di fotomontaggi (senza spiegare il contesto) da parte di una grande azienda come Gardaland di certo non aiuta.

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