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Anche Fridays for Future partecipa alla Faceapp challenge: tra 40 anni la terrà sarà così

La rete nazionale degli studenti per il clima prende spunto dalla Faceapp challenge per mostrare i devastanti effetti del cambiamento climatico sul futuro della terra

Immagine di copertina

“Anche noi abbiamo provato FaceApp“, scrivono i ragazzi della rete nazionale di Fridays for Future, il movimento di giovani che lotta contro il cambiamento climatico.

Nella foto condivisa sulla pagina Facebook della rete nazionale, l’Europa appare completamente inondata di acqua, proprio come sarà secondo gli studi sul riscaldamento globale di qui a 40 anni se non si agisce prima.

Prendendo spunto dalla mania virale che da qualche giorno sta facendo il giro dei social, ovvero l’utilizzo dell’applicazione che permette di ottenere un’immagine di sé invecchiata di circa 40 anni, i ragazzi dei Fridays for Future hanno cercato di far riflettere il pubblico di Facebook su come sarà la terra tra quasi metà secolo.

Se le persone che hanno partecipato alla “Face App challenge” appaiono piene di rughe e con i capelli bianchi, la terra appare sommersa dal mare, a causa dell’innalzamento delle temperature che fa sciogliere i ghiacciai.

“Scioglimento dei ghiacciai non significa solo meno spazio per i pinguini, ma anche e soprattutto innalzamento dei mari“, scrive lo staff di Fridays for Future a commento della foto diffusa su Facebook.

“Se le previsioni più pessimistiche si avverassero, entro qualche decennio potremmo dire addio a città come Venezia, e entro fine secolo a buona parte delle zone costiere”, continua la nota.

“Nello scenario più ottimistico, il livello degli oceani si alzerà entro fine secolo di 0.5-1.2 metri, mettendo a rischio 33 città italiane”, scrivono i ragazzi della rete, che a partire da agosto 2018 hanno iniziato a manifestare contro gli effetti del cambiamento climatico e si sono costituiti in diversi gruppi locali in tutta Italia per sensibilizzare i politici ad agire in modo più incisivo sulle cause del riscaldamento globale.

“Ma ci sono ipotesi molto peggiori, dovute a eventuali feedback positivi. Ad esempio, una volta diminuita l’estensione dei ghiacci, tutta la radiazione solare che veniva riflessa al 95 per cento, verrà invece assorbita in misura molto maggiore dalla terra e dagli oceani. Se si dovesse fondere buona parte del ghiaccio della Groenlandia, potremmo tranquillamente arrivare a 5, 6 o 7 metri di aumento”, uno scenario davvero catastrofico, uno di quelli che la giovane attivista svedese Gretha Thunberg, che ha ispirato la creazione delle reti nazionali dei Fridays for Future in oltre 100 Paesi in tutto il mondo, prospetta spesso nei discorsi che pronuncia puntualmente nell’ambito di forum internazionali sul clima.

“Il ghiaccio della Groenlandia si trova al di sopra di terre emerse, non come il Polo Nord, i cui ghiacci si trovano già nell’Oceano. Significa che, fondendo, scivolerebbe negli oceani e contribuirebbe ad aumentarne il livello in una maniera in cui non riusciamo nemmeno a calcolarne gli effetti sulla società umana“, continua lo staff della pagina, che ironicamente si chiede: 

“Allora, chi ha vinto la #faceappchallenge?” anche voi sognate di avere il mare tutto l’anno. 

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