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“Vacanze senza smartphone? Il metodo per superare la dipendenza”: la psicologa a TPI

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Credit: Pinterest

Vacanze senza telefono e senza internet – Il nuovo trend mondiale dell’estate 2019 è quello delle vacanze senza internet. Lo sancisce l’ultimo report del Global Wellness Summit presentato in questi giorni a Cesena. Aumentano sempre più i cosiddetti “tecnofobici” che non vogliono più essere connessi ventiquattro ore su ventiquattro.

Il loro bisogno primario durante l’estate è quello di godere del relax autentico, la contemplazione, i rapporti con gente in carne ed ossa e il contatto con la natura. Tutto ciò è minato dalla tecno-addiction che ci schiavizza ogni giorno, ci fa stare costantemente incollati allo smartphone e dipendenti della connessione wifi impedendoci di godere del “qui” e “ora”.

Sembrerà strano ma sono i millennials i più “tecnofobici”. I nati fra il 1980 e il 2000 che non si staccano mai dai social anche durante le ferie sono scesi dal 68 per cento al 38 per cento in un anno. TPI ha parlato di questo fenomeno con la Dott.ssa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, presidente Eurodap (Associazione Europea per il Disturbo da attacchi di panico) e direttore scientifico del centro Bioequilibrium.

La causa della dipendenza da internet è spesso il lavoro che richiede di essere sempre più reperibili ventiquattro ore su ventiquattro e attivi sui social. Andare in ferie senza essere ossessionati dal bisogno di controllare le mail di lavoro e senza sensi di colpa diventa una “mission impossible”.

Cosa caratterizza il fenomeno della tecno- addiction? È davvero preoccupante?

Essendo una dipendenza significa che io imposto la mia vita secondo quell’oggetto, in questo caso il telefono, come se io non potessi trascorrere o vivere pienamente la mia giornata senza l’uso di esso. Sì, è preoccupante. È qualcosa che a lungo andare diventa patologico.

Che tipo di sintomi abbiamo?

Ansia e panico. La gente quando si allontana dall’oggetto della propria dipendenza tende a diventare nervosa e irascibile. Si vivono situazioni di estrema vulnerabilità. Queste persone se allontanate improvvisamente dal loro smartphone grazie al quale accedere ai social e alle mail si sentono disperse, destabilizzate. Se la propria vita reale non ha senso senza l’uso del cellulare siamo davvero di fronte ad una vera e propria patologia. Senza lo smartphone per queste persone si è esposti ad una situazione di conflitto.

Quali sono i soggetti più a rischio?

I soggetti depressi o insoddisfatti della propria vita reale. Sono persone che nella propria vita non sanno vivere il lato emozionale ma solo quello pratico. A rischio sono anche le persone di successo che grazie ai social ottengono il riconoscimento del proprio ruolo sociale. Hanno pochi contatti reali e utilizzano la rete per colmare il proprio vuoto esistenziale.

Dipendenza da smartphone? I consigli per trovare il giusto equilibrio

In base al Report del Global Wellness Summit stilato in questi giorni a Cesena, si sta diffondendo la categoria dei “tecnofobici”. Cosa pensa di questa tendenza?

Una vacanza senza internet e smartphone è un estremo rimedio a cui fanno ricorso le persone che non sanno gestire in maniera equilibrata il proprio rapporto con la vita virtuale. Questo tipo di persone hanno bisogno di una condizione esterna per calibrare questa assuefazione.

Se solo fossimo più sicuri di noi stessi e imparassimo ad autogestirci efficacemente non avremmo bisogno di una vacanza così estrema in cui non usare il cellulare. La dipendenza dipende da noi. Siamo noi che dobbiamo essere sicuri e abili nel non dipendere da nulla per poter scegliere senza limiti, effettuare delle scelte responsabili e consapevoli.

Distaccarsi dalle nuove tecnologie è utopia o può rappresentare una realtà concreta?

Il distacco dalle nuove tecnologie consente di decodificare una nuova realtà. Ci fa rendere conto che si può vivere anche senza ciò da cui dipendiamo. Grazie a questa esperienza potremmo acquisire una nuova consapevolezza, una nuova visione della realtà.

Il 95 per cento degli italiani stenta a distaccarsi dal lavoro che li lega anche all’utilizzo delle nuove tecnologie. Questo tipo di persone tende a sentire dei sensi di colpa se va in ferie. Cosa ne pensa a proposito?

Staccare dal lavoro comporta dei sensi di colpa se crediamo di non poter godere a pieno di qualcosa. Molta gente si ammala in ferie proprio perché si sente sotto pressione e più vulnerabile. Oppure ritorna in ufficio alla fine di una vacanza più stressata di prima. Alcuni miei pazienti addirittura mi rivelano che quando vanno in ferie soffrono di ansia e stress emotivo perché l’imprevisto li destabilizza.

Quali consigli darebbe per godersi al massimo una vacanza senza la preoccupazione della connessione wifi e la gestione dei potenziali sensi di colpa?

È difficile dare consigli in merito. Bisognerebbe innanzitutto cambiare l’autopercezione della propria persona. I consigli che potrei dare per distaccarci dalla dipendenza tecnologica è di acquisire la sana abitudine di imporsi dei limiti sull’uso del cellulare, frazionare il suo utilizzo.

Imparare a gestire il reale imponendosi delle regole di autogestione è di vitale importanza. Solo così ci possiamo riscoprire più forti e autodisciplinati.

Si apprende un nuovo modo di vivere la realtà senza perdere il contatto umano, i rapporti con gli amici e la famiglia. Dobbiamo valorizzare il contatto diretto con le persone riprendendoci le nostre libertà e il valore dei rapporti interpersonali. Naturalmente dobbiamo riconoscere anche molti meriti e potenzialità alle nuove tecnologie che utilizzate in modo sano e consapevole ci agevolano tanto nella vita e nel lavoro.

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