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Flat tax, Siri spiega l’ultima proposta della Lega per la tassa piatta: aliquota al 15% per redditi familiari fino a 55mila euro

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Flat tax, Siri spiega l’ultima proposta della Lega per la tassa piatta

“Il nostro obiettivo è la flat tax con un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni. Vogliamo portare al 15% l’aliquota fino a 55.000 euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12-13 miliardi di euro”. Queste le parole di Armando Siri, ex sottosegretario ai Trasporti costretto alle dimissioni a seguito dell’apertura di un’inchiesta per corruzione da parte della procura di Roma, pronunciate nel corso dell’incontro al Viminale con le parti sociali per quanto riguarda il progetto Flat tax, la proposta della Lega di Matteo Salvini in materia di fisco che ha l’obiettivo di abbassare le tasse.

“È l’inizio di un percorso. Non vogliano sostituirci al presidente del Consiglio”, ha aggiunto proprio il leader del Carroccio e ministro degli Interni fornendo anche delle tempistiche per quanto riguarda la prossima Legge di Bilancio, i cui punti fondamentali verranno predisposti già durante questi mesi estivi. “Vogliamo che la manovra economica sia molto anticipata, vogliamo definirne i punti tra luglio e agosto e vogliamo raccogliere i vostri suggerimenti”, sarebbero infatti state le parole del vicepremier del governo gialloverde secondo quanto riferito dai gruppi sindacali presenti all’incontro.

Il capo del Viminale ha poi spiegato che dall’esecutivo c’è la volontà di attuare “una manovra economica fondata sul sì, sullo sblocco, sulla fiducia, sui cantieri”, avvertendo le 42 parti sociali presenti al tavolo – fra cui Cgil, Cisl, Uil, Cse, Ugl, Federmanager, Confprofessioni, Cisa, Cosmed, Confindustria, Agci, Ance, Casartigiani, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi,Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confimi industria, Filiera Italia e Legacoop – che “qualsiasi tipo di blocco non è più accettato né accettabile”. Fra 15 giorni, comunque, è stato annunciato un nuovo incontro con le stesse parti.

Flat tax: la proposta di attuarla solo per i redditi incrementali

Ma in che modo si intende realizzare la Flat tax? Dalle ultime riunioni tecnico-politiche sulla Flat tax è emersa una soluzione “papabile” per quanto riguarda la tassa piatta che rappresenta il principale cavallo di battaglia del partito di Via Bellerio: in sostanza dal 2020 l’aliquota al 15% potrebbe essere applicata solo ai redditi incrementali, cioè quelli che si sono aggiunti alla base di reddito imponibile rispetto all’anno d’imposta precedente.

Ciò significa che, ad esempio, un soggetto fiscale che nel 2019 ha un reddito di 40mila euro diventato di 50mila nel 2020 andrà a pagare una tassa del 15% su quei 10mila euro aggiuntivi. In questo modo si garantirebbe la sostenibilità della proposta in materia fiscale: qualcuno parla addirittura di “Flat tax a costo zero”, mentre altri dicono che c’è comunque bisogno di una copertura di 2 miliardi di euro.

Questa soluzione, in pratica, andrebbe a modificare l’impostazione che la Flat tax ha avuto finora, e cioè quella che prevedeva un limite di reddito di 50-60mila euro per poter beneficiare dello sconto sulla tassazione; questo limite verrebbe abolito e l’unico requisito per vedersi applicata la tassa piatta rimarrebbe quello di avere un reddito più alto rispetto all’anno precedente.

Al ministro dell’Economia questa proposta piace perché costa poco e permette di avere delle risorse in più per fermare l’aumento dell’Iva, mentre potrebbe essere di gradimento ai 5 Stelle perché il meccanismo che vuole l’applicazione dell’aliquota al 15% ai redditi aggiuntivi potrebbe essere un buon meccanismo anti-evasione. Attendiamo dunque i prossimi aggiornamenti.