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“Romani, producete meno spazzatura”: la “geniale” proposta dell’Ama per risolvere l’emergenza rifiuti

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Roma, emergenza rifiuti: l’appello di Ama 

Roma, emergenza rifiuti: l’appello di Ama – Ama vuol dire la sua sul caso emergenza rifiuti. La neopresidente del cda della municipalizzata Luisa Melara ha rivolto un appello ai cittadini romani: “Producete, meno immondizia. È necessario contenere al massimo la produzione dei rifiuti”.

“È mio preciso dovere, a nome del neo costituito Cda, informare i cittadini della persistente difficoltà ed appellarmi al senso civico di tutti per fare innanzitutto prevenzione. Contenete al massimo la produzione di rifiuto, separando tutti i materiali riciclabili e utilizzando correttamente i contenitori”, ribadisce in una nota diffusa dall’azienda capitolina.

Roma, emergenza rifiuti | Le dichiarazioni della sindaca Virginia Raggi e la polemica con la Regione

Nel frattempo arrivano anche le dichiarazioni della sindaca Virginia Raggi, a margine di un’iniziativa sui trasporti: “Oggi Ama ci darà i dati per quanto riguarda l’apertura degli altri siti regionali, quindi capiremo se questi flussi sono partiti. Su tutto il resto mi sembra di aver dimostrato chiaramente che alcuni impianti non sono stati aperti da subito come prevedeva l’ordinanza”. Nuova stoccata alla Regione, segno che la tensione tra i due enti rimane alta.

Emergenza rifiuti a Roma, Zingaretti: “Raggi vergogna, ha ridotto la città in un disastro. Domani un’ordinanza”

Alla sindaca non sembra essere andata giù la richiesta del presidente della Regione Zingaretti. Lo scorso 5 luglio il segretario del Pd ha firmato l’autorizzazione al trasporto dei rifiuti di Roma negli stabilimenti della Regione e in cambio ha chiesto di ripulire la città in sette giorni. Su Facebook si sono susseguiti per tutto il fine settimana i video-denuncia della sindaca in cui mostrava i cancelli chiusi degli stabilimenti regionali. La Regione da parte sua ha risposto che gli impianti sarebbero stati riaperti da lunedì 8 luglio.

L’impianto di trattamento rifiuti della Rida Ambiente ad Aprilia sarà disponibile ad accogliere 450 tonnellate di indifferenziata a settimana. Gli impianti della Regione invece dovrebbero riuscire ad accogliere fino a 2mila tonnellate.

Nel frattempo la situazione dell’Ama resta critica. La società pubblica ha 30 giorni per approvare il bilancio 2017 e 2018. Il vecchio Cda era stato infatti revocato pochi mesi dalla sindaca Virginia Raggi perché si era rifiutato di cambiare il bilancio del 2017 dichiarandolo in perdita. Per quale ragione la sindaca si fosse impuntata su questa richiesta resta ancora da chiarire. Una cosa è certa: per il momento i conti di Ama rimangono in rosso.

Roma, emergenza rifiuti | L’appello di Ama e le cause strutturali dell’emergenza

L’appello di Ama pone indirettamente l’accento sulle responsabilità individuali dei romani, ma il problema sembra avere radici più lontane e complesse.

Tra le cause principali della nuova emergenza c’è la chiusura dell’impianto di Malagrotta, una delle discariche più grandi di Europa di proprietà di un privato: Manlio Cerroni, meglio noto come “il re della monnezza”.

Nel 2013, il sindaco Ignazio Marino in accordo con il neoeletto alla regione Nicola Zingaretti decide di accogliere le richieste dell’Europa, che riteneva la centrale troppo inquinante e invitava alla chiusura. Da allora Roma non è più autonoma nello smaltimento dell’immondizia ed è costretta a inviare fuori regione o all’estero i rifiuti che non riesce a gestire dentro la Capitale.

Fin quando non saranno realizzati nuovi impianti una soluzione strutturale sembra difficile. L’area di Saxa Rubra individuata per il trasbordo, serve soltanto a trasferire l’immondizia dai piccoli camion di Ama ai grandi autotrasporti pronti a partire verso tutta Italia. Una spesa di trasporto enorme, che ha portato i cittadini romani a pagare la tassa sui rifiuti più alta d’Italia. La sindaca Raggi e il presidente della Regione dovrebbero forse trovare il coraggio di spiegare ai romani la necessità di nuovi impianti per i rifiuti ma, come noto, questo tipo di soluzioni non sono sempre le più gradite alla popolazione.

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