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Gatti (Open Arms) a TPI: “Fare sempre come con Alan Kurdi: migranti subito in un porto sicuro”

 

 

Gatti Open Arms Alan Kurdi | “La sofferenza delle persone soccorse deve essere diminuita e fermata il prima possibile”. È questo secondo Riccardo Gatti comandate e capo missione di Open Arms, l’obiettivo di chi salva migranti in mare.

“Ciò che è successo con Alan Kurdi deve essere la norma: i migranti soccorsi devono essere fatti sbarcare il prima possibile in un porto sicuro”, ha detto in un’intervista video.

“Purtroppo, per le politiche del governo italiano, che sono la conseguenza del governo precedente, questo non sta accadendo, in chiara violazione del diritto internazionale e marittimo. Una mancanza di etica spregevole”.

E si auspica che anche in futuro l’iter dei soccorsi in mare possa essere veloce come è successo con Alan Kurdi. “Se tutti i casi fossero così sarebbe perfetto, perché si dimostrerebbe non solo che si rispettano la vita e i diritti delle persone, ma anche che i governi europei possono risolvere le difficoltà”.

E sul modus operandi della Open Arms specifica: “Noi prenderemo sempre la strada della pretesa del rispetto delle convenzioni internazionali e il rispetto della vita umana. E le convenzioni dicono che le persone vanno sbarcate il prima possibile in un porto sicuro. Se il porto sicuro è in Italia, andremo lì. O sennò Malta”

Gatti non risparmia una critica nei confronti dell’Europa e dell’Italia. “Purtroppo ci sono abusi istituzionalizzati da parte dei governi europei, primo fra tutti l’Italia. Pretenderemo sempre la difesa delle persone. Sono persone che hanno già sofferto abbastanza”.

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