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Reddito di cittadinanza, è possibile conoscere l’importo “in anteprima”? Sì, con il simulatore Inps

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Reddito di cittadinanza come calcolare importo? Ecco il simulatore Inps

Reddito di cittadinanza come calcolare importo | Solo da pochissimi giorni è a disposizione di tutti uno strumento molto utile per gli “aspiranti” percettori del reddito di cittadinanza, il nuovo sussidio di contrasto alla povertà introdotto con il decretone dal governo Lega-M5s. Si tratta del simulatore Inps: attraverso questo, in sostanza, chi è interessato a fare domanda per ottenere il reddito (o la pensione) di cittadinanza, ma non sa se è in possesso dei requisiti necessari o vuole avere “un’anteprima” dell’importo che gli verrà riconosciuto, potrà scoprirlo dopo qualche breve passaggio.

Se infatti inizialmente il simulatore era stato predisposto solamente per la Intranet dell’istituto di previdenza, adesso tutti possono accedervi e utilizzarlo. In che modo? Semplicemente recandosi sul sito dell’Inps e seguendo i seguenti passaggi: Prestazioni e servizi – Tutti i servizi – Isee post-riforma 2015. Il calcolatore, a cui potete accedere cliccando direttamente a questo link, offre la possibilità al suo utente di conoscere il valore del proprio Isee e, come già anticipato, si sapere se gli spetta o meno il reddito o la pensione di cittadinanza e l’importo preciso.

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Reddito di cittadinanza come calcolare importo | Come funziona il simulatore

Ma come funziona, tecnicamente, il simulatore Inps?

Ogni utente, in sostanza, ha la possibilità di procedere a due diverse simulazioni, una che si basa sui dati relativi a una Dsu già attestata come valida e l’altra, invece, su quelli autodichiarati.

Nel primo caso è necessario che l’utente acceda con il proprio Pin previdenziale, oppure con la Carta nazionale dei servizi o tramite credenziali Spid. Nel secondo, invece, ogni utente può procedere al calcolo senza dover per forza accedere al portale dell’istituto di previdenza. In quest’ultimo caso, però, è necessario come prima cosa calcolare il proprio Isee per poi procedere con la compilazione dei restanti dati al fine di conoscere se e quanto spetta del sussidio.

I dati di cui ha bisogno lo strumento, invece, nel primo caso, sono gli stessi che vengono richiesti per l’elaborazione della Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica: parliamo quindi del codice fiscale e di tutte quelle informazioni non presenti sull’Isee, come ad esempio l’esistenza di un mutuo.

Per riportare un esempio pratico, un richiedente single con un reddito (non Isee) di 3mila euro che non ha casa di proprietà e, quindi, paga un canone di locazione mensile di 500 euro, avrebbe a disposizione un assegno mensile di 530 euro. Se questo stesso richiedente, invece, non pagasse alcun affitto l’importo scenderebbe a 250 euro. Se il richiedente single con redditi non Isee di 3mila euro, invece, fosse intestatario di un mutuo gli verrebbe riconosciuto un importo mensile di 400 euro.