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Il Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli: oggi 15 anni d’indipendenza

Immagine di copertina

Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli 

Oggi, 14 giugno 2019, ricorre un anniversario originale che forse in pochi conoscono. Quindici anni fa, in Australia, un gruppo di attivisti LGBTQ dichiarò l’indipendenza del Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli.

Ma cosa accadde? Nel 2004 l’Australia non aveva ancora adottato le sue attuali normative sui diritti delle coppie omosessuali, oggi civilmente riconosciute. Al tempo, il parlamento tramutò in legge l’emendamento del 1969 sul matrimonio, aggiornando la legislazione in materia senza tenere conto dei diritti LGBTQ.

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Così facendo, lo Stato australiano precludeva alle coppie gay i diritti di cui godevano gli eterosessuali, non riconoscendo le unioni civili dello stesso sesso.

La notizia scatenò l’ira della comunità gay australiana e fu così che un gruppo di attivisti LGBTQ capitanati da Dale Parker Anderson decise di lasciare la terra ferma per far rotta sulle Isole del Mar dei Coralli, al largo della costa nord-orientale del Paese.

Qui, precisamente sull’Isola di Cato, venne piantata a terra una bandiera arcobaleno e fu dichiarata ufficialmente l’indipendenza dell’isola di Cato e delle altre isole del Mar dei Coralli che assunse il nome di Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli. Dale Parker Anderson ne fu dichiarato l’Iimperatore.

Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli | Dichiarazione d’Indipendenza

“Il quattordicesimo giorno di giugno 2004, nel punto più altro del Mar dei Coralli, l’Imperatore Dale Parker Anderson sollevò la bandiera arcobaleno e nel suo nome dichiarò le isole del Mar dei Coralli patria per tutti i gay e le lesbiche del mondo. Dio salvi il nostro re!”, si poteva leggere sulla targa commemorativa.

Nello stesso giorno fu anche siglata una vera e propria “dichiarazione d’indipendenza”, che recitava

“L’Australia mantiene leggi spaventose contro le persone omosessuali. Viviamo in un regime di apartheid. Si tratta di un apartheid che non è basato sul colore della nostra pelle, ma sul colore della nostra sessualità”.

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“L’omofobia non è altro che razzismo sessuale. Ma l’omosessualità non è un comportamento da regolare. È un’identità che va rispettata. Noi siamo, prima e soprattutto, persone. Lavoriamo, viviamo le nostre vite, amiamo e abbiamo delle relazioni. Siamo delle famiglie”. In segno di sfida, il neonato Regno dichiarò addirittura guerra all’Australia.

In realtà, tanto Dale Parker Anderson quanto i suoi compagni erano consapevoli che si trattava di un gesto puramente simbolico. Nessuno Stato al mondo riconobbe infatti il neonato Regno Gay e Lesbo delle Isole dei Coralli, che tuttavia istituì una propria capitale, Heaven e addirittura dei francobolli.

Heaven, la capitale del Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli, altro non era che un villaggio turistico in cui erano ammesse solo coppie gay. Come inno nazionale venne scelta la canzone I am what I am di Gloria Gaynor, e Jerry Herman, autore del brano dichiaratamente omosessuale, venne nominato lord del Regno.

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Il piccolo e autoproclamato Regno (mai riconosciuto dalla Comunità Internazionale) non è mai stato permanentemente abitato ed è stato definitivamente sciolto nel il 17 novembre 2017, quando cioè l’Australia ha votato una legge che riconosce i diritti delle coppie omosessuali.