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Lo sciopero dei metalmeccanici: “Il Governo fa come Schettino”

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Credit: Afp/Giuseppe Ciccia/NurPhoto

Migliaia di lavoratori hanno partecipato ai cortei organizzati dai sindacati a Milano, Firenze e Napoli in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici, oggi venerdì 14 luglio.

Dalle piazze sono piovuti duri attacchi al Governo, e in particolare alla sua politica economica. I sindacati non escludono di proclamare nelle prossime settimane uno sciopero generale che coinvolga tutte le categorie professionali.

“Il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave‎”, ha attaccato da piazza Duomo a Milano Marco Bentivogli, segretario della Fim-Cisl.

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“In un anno e due mesi di Governo si sta mortificando questa Italia con i condoni fiscali, i sussidi e con la fine degli investimenti sulla industria. Bisogna far ripartire il paese con equità e giustizia”, ha aggiunto Bentivogli, sul palco insieme al segretario della Cgil Maurizio Landini e all’ex segretaria cigiellina Susanna Camusso.

Secondo Landini, “in questo paese c’è una domanda vera di cambiamento”.  “E cambiare – ha sottolineato – vuol dire cambiare le politiche economico sociali, ridurre il fisco per i lavoratori , investire sul lavoro, vuol dire basta precarietà e combattere le diseguaglianze. Il Governo deve sapere che se non cambia non ci fermiamo”.

“Sciopero generale? Lo valuteremo assieme. Se il Governo continua a non ascoltarci, visto che adesso deve decidere cosa fare rispetto a cosa chiede l’Europa e con la legge di Stabilità, è chiaro che non escludiamo nulla”.

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“Lo decideremo assieme a Cisl e Uil perché la novità di questa fase è una ritrovata capacità unitaria che è un bene prezioso che va salvaguardato”, ha aggiunto il leader della Cgil.

Francesca Re David, succeduta proprio a Landini alla guida della Fiom-Cgil, ha guidato invece il corteo di Napoli. “Oggi tutti i metalmeccanici scioperano per rimettere al centro del dibattito di questo paese il lavoro, il lavoro industriale. In questi anni di assenza totale di politiche industriali abbiamo perso moltissima della capacità produttiva installata”, ha osservato. “C’è la desertificazione, soprattutto al Sud. I salari sono bassi, c’è lavoro precario e aumentano le ingiustizie sociali. Se non si riparte dal lavoro, questo paese non ha un futuro”.

A Firenze erano in 10mila: il corteo ha sfilato per le vie del centro, fino a raggiungere piazza Santissima Annunziata, dove si è tenuto il comizio finale. Dal palco hanno parlato la segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan, e il segretario generale della Uilm-Uil, Rocco Palombella. E in piazza con i metalmeccanici c’erano anche il sindaco Dario Nardella e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

“Va cambiata drasticamente la linea economica del governo”, ha dichiarato Furlan. “Più investimenti nelle infrastrutture, sbloccare finalmente le infrastrutture, quelle medie e quelle grandi bloccate dal governo almeno per quest’ultimo anno, e investimenti su innovazione, su ricerca, su formazione”.

Il ricorso allo sciopero generale, ha spiegato la leader della Cisl, “dipende molto da cosa deciderà di fare il governo”. “Certo – ha aggiunto – si profila una legge Finanziaria molto molto complessa. Noi vogliamo che al centro ci sia il lavoro, se no ogni strumento del sindacato ovviamente verrà utilizzato. In ogni caso valuteremo unitariamente”.