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Whirlpool, tavolo tecnico al Mise. L’azienda: “No alla chiusura”

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Credit Ansa

Whirlpool Napoli | Vertenza Whirlpool ultime notizie | Napoli | Di Maio

Incontro Whirlpool Di Maio Mise – È iniziato in ritardo ed è durato poco meno di un’ora di discussione il tavolo tecnico al Mise per discutere del futuro dello stabilimento Whirlpool di Napoli, dopo la decisione del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio di tagliare gli incentivi alla multinazionale americana.

I rappresentanti dell’azienda hanno confermato di non volere chiudere e nemmeno disimpegnarsi dal sito partenopeo. Non sono state per il momento presentate proposte alternative ma la multinazionale ha dato appuntamento alla prossima settimana per un nuovo incontro.

“L’annuncio di Whirlpool di non voler chiudere e nemmeno disimpegnarsi sul sito di Napoli è il presupposto per ricominciare il dialogo. Da lunedì do per scontato soluzioni che ripartono dai pilastri di prima”, ha dichiarato il vicepremier Di Maio.

E rivolgendosi ai lavoratori ha detto: “Tenete duro e non mollate. Sono con voi. Lunedì ascolteremo l’azienda per capire che soluzioni ci porteranno”.

Il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco, ha commentato: “Oggi siamo finalmente riusciti a riaprire uno spiraglio di dialogo con l’azienda, sulla base di un presupposto: che non si disimpegni da Napoli”. Ma ha aggiunto: “Sappiamo che non sarà facile passare da una dichiarazione aziendale generica di disponibilità a trovare una soluzione alla risoluzione effettiva della vertenza”.

Per il sindacato la ricerca di soluzioni deve partire “da un’analisi della situazione industriale e delle possibili misure che potrebbero essere in grado di sostenere un rilancio dello stabilimento di Napoli”.

“Abbiamo proposto sia alla multinazionale sia al ministero di valutare l’impatto di un rifinanziamento della così detta de-contribuzione dei contratti di solidarietà, che in passato ha contribuito a risolvere con successo vertenze analoghe”, ha aggiunto Ficco.

Vertenza Whirlpool ultime notizie| La protesta delle tute blu. “Napoli non molla”. E ancora: “Luigi Di Maio uno di noi”. Sono gli slogan urlati sotto al ministero dello Sviluppo economico dagli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli, arrivati a Roma per seguire il confronto tra azienda, sindacati e il ministro dello Sviluppo economico Di Maio dopo l’annuncio della multinazionale americana di voler cedere il sito campano.

Di fronte al Mise, una delegazione di almeno duecento lavoratori ha atteso l’esito dell’incontro tra le sigle sindacali e i rappresentanti dell’azienda. Una fumata bianca, ma ancora senza un’alternativa.

Gli operai rischiano di perdere il lavoro se lo stabilimento chiuderà e se saranno cancellati gli accordi sottoscritti al Mise lo scorso 25 ottobre. Una chiusura che cancellerebbe un profondo legame dell’azienda con il territorio, dove è attiva dal 1953. Lo ricorda anche un cartello: “No Whirlpool, no Napoli”.

L’ultimo incontro, avvenuto appena una settimana fa, si era chiuso con un nulla di fatto e poi con la richiesta da parte della società di un po’ di tempo per rispondere alle istanze avanzate dal vicepremier che ieri, martedì 11 giugno, ha bloccato gli incentivi per la multinazionale con la firma di alcuni decreti ministeriali.

“Pensiamo che si debba giungere a un discorso sui costi se l’azienda vuole discutere di queste difficoltà per mantenere gli impegni di ottobre, noi siamo disponibili a ragionare”, ha detto ad Agi il segretario generale della Uilm Campania Antonio Accurso.

Per il segretario della Fim Cisl Campania Giuseppe Terracciano “non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro sapendo che abbiamo perso complessivamente in Campania circa 10600 posti. C’è la necessità di avere politiche espansive e il Governo deve preoccuparsi dell’industria”.

Vertenza Whirlpool ultime notizie | La ricostruzione della vicenda. Lo scorso ottobre la Whirlpool, multinazionale specializzata nella produzione di elettrodomestici, aveva raggiunto un accordo con il ministero dello Sviluppo economico sul piano industriale 2019-2020. L’azienda si era impegnata, come ricordato dai sindacati, a investire 250 milioni di euro in Italia e a rilanciare tutti i siti, compreso quello di Napoli.

Il 31 maggio, al termine di una riunione avvenuta a Roma tra i vertici dell’azienda e i sindacati Fim, Fiom e Uilm, l’azienda ha invece comunicato la decisione di riconvertire e vendere lo stabilimento di Napoli in cui lavorano 420 dipendenti. La reazione dei sindacati è stata immediata. Per le organizzazioni dei lavoratori “è inaccettabile che gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management”.

I sindacato hanno annunciato uno sciopero di otto ore e hanno organizzato un presidio di protesta di fronte all’entrata dell’azienda.

Incontro Whirlpool Di Maio Mise  | La mossa di Di Maio. Il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha firmato, martedì 11 giugno, tre atti d’indirizzo per la revoca dei finanziamenti a Whirlpool la cui condotta è definita “non accettabile”.

“Hanno preso 50 milioni di euro dal 2014 ad oggi e io inizio a revocargli i fondi perché non sono stati collaborativi, continuano a dire che vogliono disimpegnarsi dallo stabilimento di Napoli”, sono state le parole di Di Maio. Che ha aggiunto: “Verificheremo fino all’ultimo euro che potremo togliergli. È finita l’epoca del Bengodi in cui si viene in Italia e fai quello che vuoi con i lavoratori italiani, con le imprese italiane. E poi te ne vai dopo che hai preso i soldi”.

L’azienda ha risposto alle parole del vicepremier pentastellato affermando che non intende procedere alla chiusura del sito di Napoli. “L’azienda è impegnata a trovare una soluzione che garantisca la continuità industriale e i massimi livelli occupazionali del sito”, si legge nella nota dell’azienda.