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Siria, più di 100 morti nei combattimenti a Idlib in sole 24 ore

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Credit: Anas AL-DYAB / AFP

Non si fermano i combattimenti tra forze leali al presidente siriano Bashar al Assad e e i jihadisti di Hay’et Tahrir al-Sham (HTS) per il controllo della regione di Idlib, nella zona nord occidentale della Siria.

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Nelle ultime 24 ore si è assistito ad un intensificarsi degli scontri, nei quali hanno perso la vita almeno 100 combattenti  tra soldati dell’esercito governativo di Damasco e islamisti.

A riferirlo è stato l’Osservatorio siriano per i diritti umani, la Ong con sede nel Regno Unito.

La linea del fronte attualmente corre tra la regione di Idlib e la vicina Hama, dove le forze lealiste continuano a scontrarsi con i ribelli e i miliziani di Hay’et Tahrir al-Sham (HTS), ex al Nusra, che possono contare sull’appoggio della Turchia.

L’offensiva delle forze di terra e dell’aviazione di Damasco prosegue ormai da sei settimane e ha causato uno scambio di accuse anche tra la Russia, che sostiene Assad, e la Turchia, che continua invece a fornire aiuto ai ribelli e ai qaedisti.

A settembre del 2018 i due paesi hanno firmato un accordo per la gestione dell’area, ma l’intesa è stata violata ripetutamente.

I continui  scontri hanno anche causato un aumento nel numero degli sfollati, arrivati a circa 300mila secondo quanto riportato dall’Onu, mentre sono decine gli ospedali e le scuole colpiti e distrutti e oltre 200 le vittime tra i civili.

La riconquista della regione è fondamentale per il governo di Damasco, che sta cercando di riprendere il controllo del paese dopo la sconfitta dell’Isis.

Nella provincia si trovano gruppi molto diversi tra loro: a Idlib infatti sono presenti tanto ribelli anti-Assad che hanno preso le armi contro il governo fin dall’inizio della rivolta quanto i jihadisti di Hay’et Tahrir al-Sham (HTS) appoggiati dalla Turchia.

Nell’area di recente si è registrata anche la presenza di alcune cellule di Isis in cerca di una nuova zona in cui inserirsi dopo essere stati sconfitti nel sud est del paese. I tentativi di infiltrazione hanno portato a scontri tra i jihadisti dello Stato islamico e quelli di Hay’et Tahrir al-Sham.