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L’allarme di Wwf sulla plastica nel Mediterraneo: “33mila bottigliette al minuto in mare”

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Plastica nel mediterraneo Wwf | Plastica Mediterraneo | Wwf plastica

Sono 570mila le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono nel mar Mediterraneo: è come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto.

Questo l’allarme contenuto nell’ultimo report firmato dal Wwf in occasione della giornata mondiale degli Oceani che si celebra l’8 giugno 2019.

Un problema sempre più pressante quello dell’inquinamento da plastica e che rischia di peggiorare se non si interviene prontamente: secondo i dati del Wwf entro il 2050 la quantità di materiale plastico presente nel Mediterraneo è destinata a quadruplicarsi.

Plastica Mediterraneo | I consigli di Wwf

Per cercare di mettere un freno all’inquinamento, il Wwf nel suo report intitolato “Fermiamo l’inquinamento da plastica: come i paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare” ha inserito un piano di azioni politiche e iniziative che gli Stati che affacciano sul Mediterraneo dovrebbero attivare per raggiungere un’economia sostenibile e circolare.

Solo così si potrebbe ridurre del tutto la produzione di rifiuti dal sistema di gestione della plastica.

Wwf plastica | Gli effetti in Italia

L’Italia è uno dei paesi che risente particolarmente dell’inquinamento del Mediterraneo avendo la maggiore estensione costiera, ma è anche tra gli Stati che contribuisce in maniera determinante alla produzione stessa di rifiuti plastici.

Come sottolinea il Wwf, ogni anno l’Italia riversa in natura 0,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e produce 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l’80 per cento proviene dall’industria degli imballaggi.

Scoperta un’isola di plastica nel Mediterraneo vicino all’Isola d’Elba

Settore che incide e che allo stesso tempo risente dell’inquinamento è quello del turismo: nei mesi estivi la quantità di plastica nei mari aumenta del 30 per cento, con un effetto negativo anche nel numero di turisti che si recano sulle spiagge, considerate troppo sporche.

“Il meccanismo di gestione della plastica è decisamente guasto”, spiega la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi. “I paesi del Mediterraneo ancora non riescono a raccogliere tutti i propri rifiuti e sono lontani dal trattarli con una modalità efficiente di economia circolare. Il cortocircuito sta nel fatto che mentre il costo della plastica è estremamente basso mentre quello di gestione dei rifiuti e dell’inquinamento ricade quasi totalmente sulla collettività e sulla natura. Dall’altro lato, perché facciano passi in avanti, il sistema di riciclo dei rifiuti plastici è ancora troppo costoso”.

Tutti gli Stati “dovrebbero rivedere la catena del ciclo di vita della plastica, ridurre drasticamente la produzione e il consumo di plastica e investire seriamente in sistemi innovativi di riciclo e riutilizzo, in cui la plastica non venga sprecata. L’unica rotta possibile per contrastare con efficacia l’inquinamento da plastica dal Mediterraneo è questa”.

Plastica nel mediterraneo Wwf | Le spiagge più inquinate

Le spiagge che maggiormente risentono dell’inquinamento da plastica sono: la costa della Cilicia, in Turchia, Barcellona, Tel-Aviv, Valencia, la spiaggia di Marsiglia e Venezia e le coste prossime al Delta del Po.