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Ilva, i dati sull’inquinamento: “Mortalità eccessiva e sempre più bambini malformati”

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Ilva Taranto bambini malformati | Inquinamento | Studio Sentieri

Ilva Taranto bambini malformati – Per anni e anni i cittadini di Taranto hanno denunciato continue morti e patologie legate alla presenza della fabbrica dell’Ilva. Adesso, arriva la conferma scientifica: il quinto rapporto Sentieri, lo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento promosso e finanziato dallo stesso Ministero della Salute.

Ilva Taranto bambini malformati | Mortalità

Secondo i dati raccolti dai ricercatori per mortalità e ricoveri nel periodo che va dal 2006 al 2013, nel Sin (sito di interesse nazionale) di Taranto “la mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso”.

> Ilva, Bonelli: “Il governo ha nascosto 600 bambini nati malformati dal 2003 al 2015”

Si legge nel rapporto: “Nella popolazione residente risulta in eccesso la mortalità per il tumore del polmone, per mesotelioma della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”.

Molti gli ospedalizzati per colpa dell’area contaminata: “Di entrambi i generi si osservano eccessi per tutti i grandi gruppi di malattia, a eccezione delle malattie degli apparati respiratorio e urinario. I ricoveri per tumore del polmone e mesotelioma e per malattie respiratorie croniche, a priori associati alle esposizioni industriali del sito, sono in eccesso in entrambi i generi”.

Nel periodo 2002-2015 nei nuovi nati nella città pugliese sono stati osservati 600 casi di malformazione congenita. Questo vuol dire che il numero di bambini nati con malformazioni nel periodo considerato è del 9 per cento superiore rispetto alla media regionale.

Ilva Taranto bambini malformati | Taranto

“600 bambini nati con malformazioni congenite tra il 2002 e il 2015 a Taranto”. A segnalare questo dato cera già stato il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che lancia un pesante allarme: “È la storia che si ripete e come accaduto nel 2012 non si rendono pubblici i dati dell’indagine epidemiologica Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità su Taranto che analizza fino all’anno 2018”.

Per il sito di Taranto, dove oltre al noto un impianto siderurgico ex Ilva vi è anche una raffineria,  un’area portuale e discariche, lo studio indica che per l’incidenza oncologica “tra le cause per le quali vi è a priori un’evidenza Sufficiente o Limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali nel sito risultano in eccesso, nel periodo considerato, il tumore del polmone nelle donne e il mesotelioma pleurico in entrambi i generi”.

Per quanto riguarda i bambini, in “età pediatrica si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico totale in eccesso rispetto all’atteso, al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90 per cento nel rischio di linfomi, in particolare linfomi non hodgkin”.

Per la fascia di età giovanile (20-29 anni) si evidenzia invece “un eccesso del 70 per cento per l’incidenza dei tumori della tiroide, percentuale alla quale contribuisce soprattutto il genere femminile”.

Ilva Taranto bambini malformati | Le malattie

Per la mortalità, altri risultati da riportare secondo gli esperti sono “l’eccesso di mortalità per ipertensione, cardiopatie ischemiche, cirrosi e altre malattie croniche del fegato”, ricordando l’alta “nefrotossicità del cadmio, metallo presente nelle emissioni del sito industriale”.

Taranto è ufficialmente avvelenata. E gli abitanti lo sapevano da tempo.