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Reddito di cittadinanza, al via le domande di giugno: chi può fare richiesta e come?

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Reddito di cittadinanza domanda giugno | Al via le richieste, chi può farla?

Reddito di cittadinanza domanda giugno | Ci siamo, il nuovo mese è iniziato e a partire dal 6 giugno è possibile fare domanda per il reddito di cittadinanza: le richieste per il sussidio economico di contrasto alla povertà introdotto dal decreto 4/2019, infatti, partono il 6 di ogni mese e c’è tempo per presentare l’istanza fino all’ultimo giorno dello stesso mese. Nel caso di giugno, quindi, è possibile procedere con la trasmissione all’Inps della propria domanda dal 6 al 30 giugno 2019.

Coloro che, dunque, non hanno ancora fatto domanda per ottenere questo beneficio che integra i redditi bassi fornendo un aiuto mensile ai nuclei familiari economicamente svantaggiati può procedere a partire da giovedì 6 giugno. Il reddito (o la pensione) di cittadinanza, però, come noto può essere richiesto solamente da chi possiede degli specifici requisiti patrimoniali e reddituali. Inoltre, una volta ottenuto il sussidio, questo prevede alcuni obblighi per quanto riguarda l’attivazione di un percorso che ha l’obiettivo di far trovare un’occupazione al richiedente.

Vediamo dunque di ricordare quali sono i requisiti Isee necessari per ottenere il reddito (o la pensione) di cittadinanza e quali sono le modalità per l’invio della domanda all’Inps.

Tutte le ultime notizie sul reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza domanda giugno | Requisiti Isee: patrimonio e reddito

Possono fare domanda per ottenere il reddito di cittadinanza tutti quei nuclei familiari che versino in una situazione di disagio economico e che siano in possesso di determinati requisiti di residenza, reddito e patrimonio.

Il sussidio, infatti, può essere richiesto da chi ha la cittadinanza italiana, di uno degli Stati membri dell’Unione europea o i cittadini extracomunitari che siano in possesso del permesso di soggiorno e che siano residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo. Possono fare richiesta, inoltre, anche i titolari di protezione internazionale.

Per quanto riguarda invece i requisiti Isee, quindi quelli reddituali e patrimoniali, la soglia massima del valore del proprio Isee – il modello che certifica il reddito familiare – è 9.360 euro. Andando poi più nel dettaglio, il valore del patrimonio immobiliare non può superare i 30mila euro: al fine della sua determinazione, attenzione, vengono considerate sia le proprietà site in Italia che all’estero ma non è invece conteggiato il valore della casa d’abitazione.

Il patrimonio mobiliare, invece, non può essere superiore a 6mila euro per un single. Tale valore, però, viene incrementato in base al numero dei componenti della famiglia fino a un massimo di 10mila euro, alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5mila euro in più per ogni componente disabile, che diventano 7.500 euro per i disabili gravi o per chi è in condizione di non autosufficienza).

Per quanto riguarda infine il valore del reddito familiare, questo è necessario sia inferiore a 6mila euro annui. Anche in questo caso, però, tale valore viene moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, che è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne fino ad un massimo di 2,1, o di 2,2 nel caso idi presenza di componenti gravemente disabili o non autosufficienti.

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Questa ultima soglia, peraltro, è aumentata a 7.560 euro nel caso di richiesta della Pensione di cittadinanza e a 9.360 euro se il nucleo familiare risiede in affitto.

I cittadini stranieri che vogliono fare richiesta per il sussidio devono dimostrare il possesso dei suddetti requisiti esibendo la documentazione certificata e rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, la quale deve essere naturalmente tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare. Questo obbligo non vale nei casi di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea che godono dello status di rifugiato politico, che non possono acquisire le necessarie certificazioni (c’è un elenco di Paesi rientranti in questa casistica) o nel caso vi siano convenzioni internazionali che dispongano diversamente.

Infine di quali altri requisiti devono essere in possesso gli “aspiranti” beneficiari del sussidio economico targato M5s? I richiedenti – o gli altri membri del nucleo familiare – non devono essere in possesso di navi (o altre imbarcazioni da diporto) e di autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la domanda (o di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti). Naturalmente tale condizione non vale nel caso di veicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità.

Chi presenta domanda, inoltre, non deve essere sottoposto a misura cautelare personale o essere stato condannato in via definitiva nei dieci anni precedenti la richiesta.

Molto importante, infine, è ricordare che il reddito di cittadinanza è compatibile con i sussidi di disoccupazione NASpI, DIS-COLL e altri per la disoccupazione involontaria e che l’importo dell’assegno viene calcolato tenendo conto della scala di equivalenza, del numero e della tipologia dei componenti il nucleo familiare.

Reddito di cittadinanza: ecco come si calcola l’importo

Reddito di cittadinanza domanda giugno | Domanda

Ma quali sono le modalità per inviare la domanda per ottenere il reddito (o la pensione) di cittadinanza? La richiesta può essere presentata all’Inps telematicamente attraverso il sito ufficiale del governo completamente dedicato al sussidio (se in possesso di credenziali Spid) oppure recandosi in un Caf (centro di assistenza fiscale), in un patronato o, a partire dal 6 di ogni mese, in uno degli uffici di Poste Italiane.

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Una volta trasmessa, l’Inps riceve l’istanza nell’arco di 10 giorni. Altri 5 giorni sono poi necessari per l’istituto di previdenza al fine di verificare il possesso dei requisiti da parte del richiedente. L’esito della richiesta, dunque, giunge entro 15 giorni del mese successivo a quello in cui è stata inviata la domanda.

Quando ha la risposta, l’Inps la comunica all’interessato via sms o mail, che diventano la “prova” di accoglimento che può essere mostrata all’ufficio postale per il ritiro della RdC card, la card elettronica prepagata rilasciata da Poste Italiane con cui è possibile spendere i soldi del sussidio. Una volta ritirata per la prima volta, la card contiene già l’importo spettante che può essere immediatamente speso.

In questo articolo abbiamo spiegato il funzionamento della carta, mentre in questo è presente un elenco dettagliato di tutte le spese ammesse e vietate che è possibile fare con il reddito di cittadinanza.