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Cacilda Massango a TPI: “Io, sieropositiva e madre di una bambina malata, mostro alle donne in Mozambico che l’HIV si può sconfiggere”

Intervista all'attivista del programma DREAM, che ha vinto il Premio popolarità - Donna dell'anno 2019

Cacilda Massango Mozambico | Premio popolarità – Donna dell’anno 2019 | Comunità di Sant’Egidio

“Tanti credono che questa malattia non si possa sconfiggere, invece possiamo vincere”. Cacilda Massango, giovane donna del Mozambico, dopo aver scoperto di essere sieropositiva è diventata un’attivista e oggi aiuta le persone malate di HIV attraverso il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio, nato nel 2002 per contrastare l’AIDS in Africa.

Pochi giorni fa Cacilda ha vinto il Premio popolarità – Donna dell’anno 2019, promosso dal Consiglio Regionale della Valle D’Aosta.

Dal 2018 è coordinatrice del Centro DREAM di Zimpeto, nella periferia di Maputo, che ha in cura più di 2mila pazienti.

TPI l’ha incontrata a Roma, dove il 29 maggio scorso è stata ricevuta alla Sala Zuccari del Senato.

Cacilda Massango DREAM Mozambico

Nata a Maputo, capitale del Mozambico, nel 1977, Cacilda ha scoperto di essere sieropositiva e madre di una bambina malata quando aveva 25 anni.

Dopo lo shock e il dolore, ha saputo trovare la forza di riprendersi la sua vita e di dedicarla alle altre persone portatrici della malattia.

“Questo premio è un riconoscimento non solo per il mio ruolo, ma anche per il ruolo delle donne del programma DREAM, con tutte le sue difficoltà, le sfide e le barriere sociali e culturali”, dice oggi Cacilda.

“La stigmatizzazione della malattia, anche se abbiamo fatto finora grandi passi avanti, c’è ancora”, racconta. “Altrimenti non avrebbe avuto senso avere DREAM in Mozambico. È una lotta che viene portata avanti ogni giorno”.

“La nostra è una società non tanto avanzata come quella occidentale, una società africana, e ci sono ancora tante barriere collegate alla malattia dell’Aids, c’è sempre lavoro da fare e ci sono tante domande a cui rispondere, attraverso i programmi di cura e quello di prevenzione e sensibilizzazione a tutti i livelli”.

Il Mozambico, paese dell’Africa meridionale, è attualmente alle prese con le conseguenze del ciclone Idai, che il 14 marzo ha devastato una regione vastissima, tra cui la città di Beira, e provocato migliaia di morti, ma anche quelle del ciclone Kenneth, che si è abbattuto sulla costa nord del paese. Lo Stato sta inoltre facendo fronte a epidemie di colera e di malaria.

In un contesto del genere, garantire l’accesso alle cure diventa ancora più importante.

Premio popolarità – Donna dell’anno 2019

Il 31 maggio Cacilda ha vinto il Premio popolarità – Donna dell’anno 2019:  è stata infatti la più votata (con l’82 per cento delle preferenze) tra le tre finaliste del premio attraverso il sito del Consiglio Regionale della Valle D’Aosta. Il premio Donna dell’anno 2019, assegnato da una giuria, è andato all’attivista mauritana Aminetou Ely.

Nella sua attività, Cacilda sottolinea l’importanza dell’utilizzo farmaci, soprattutto quelli antiretrovirali, attraverso i quali – sottolinea – “questa malattia si può vincere”. Il ricorso alle cure ospedaliere contro l’HIV, infatti, in Mozambico non è scontato, dato che le persone spesso si affidano a “falsi profeti” e a “cure” alternative a base di erbe.

Per le donne, inoltre, scoprire di avere l’HIV è un problema ancora più grande, secondo l’attivista. “Molte delle donne che ho conosciuto in questi anni sono sole e devono portare avanti la vita con i figli e cercare sempre un modo per vivere perché non hanno un lavoro decente”, spiega.

“La donna viene sempre vista come ultima nella società”, dice Cacilda, “Quindi bisogna lavorare e parlare con la gente, per aiutare le persone a cambiare mentalità e non discriminare le persone con l’Aids”.

Talvolta, le donne arrivano nel centro DREAM con una gravidanza, senza alcun sintomo della malattia, e quando scoprono di essere sieropositive bisogna convincerle a prendere i farmaci, affinché il loro bambino nasca sano.

“Da noi quando una donna fa bene il trattamento non nascono più bambini sieropositivi. Ma a volte le madri non ti credono, perché non era quello, in fondo, il motivo che le aveva spinte al centro di cura”, racconta Cacilda. “Queste donne devono essere supportate e possiamo farlo attraverso la nostra esperienza. È quello che cerchiamo di fare e lo facciamo bene, tutti i giorni”.

Il premio in denaro sarà ora utilizzato per finanziare le attività di sensibilizzazione e prevenzione relative a HIV e AIDS e di valorizzazione della donna nella società mozambicana.

Cacilda Massango | Comunità di Sant’Egidio

Negli ultimi anni Cacilda ha cominciato un nuovo progetto di vita: ha ripreso gli studi che aveva dovuto lasciare a 19 anni dopo la morte del padre e ha conseguito la Laurea in Filosofia.

Tante giovani ragazze l’hanno seguita, acquisendo grazie agli studi competenze tecniche e scientifiche anche di alto livello.

Quando le chiediamo dove ha trovato la forza di reagire di fronte alla malattia e di aiutare altre persone che vivono questa situazione, Cacilda risponde che non è qualcosa che proviene solo dall’interno.

“Nessuno è capace di vincere da solo”, dice, “Io ho trovato la Comunità di Sant’Egidio attraverso il programma DREAM. Prima della cura con i farmaci io ho avuto una cura con l’amicizia. Questo ha fatto la differenza”.

“Ho trovato persone che mi hanno dato un segno e una parola di speranza. Questo mi ha fatto voler bene a me e agli altri, per restituire ciò che mi avevano dato. E mi avevano dato in maniera gratuita. Sono arrivata a DREAM con niente e ho trovato tutto: la guarigione, una famiglia, degli amici. Ho trovato anche il modo di riscoprirmi come donna che può avere dei desideri e che può guardare lontano. Non da sola, ma con gli altri”.

Comunità di Sant’Egidio | Il programma DREAM in Mozambico

Il primo centro del programma DREAM (Disease Relief through Excellent and Advanced Means) è stato aperto in Mozambico nel 2002.

Da allora il programma si è diffuso da allora su tutto il territorio nazionale e oggi contra 13 centri, oltre 42mila pazienti, il 90 per cento dei quali sieropositivi.

Circa 4mila donne in gravidanza che seguono un programma di prevenzione della trasmissione del virus dell’HIV da madre a figlio.

Dal 2002 DREAM ha curato oltre 143mila persone, non limitandosi alla distribuzione dei farmaci, ma puntando su diagnostica, aderenza al trattamento, monitoraggio di altre malattie: malaria, tubercolosi, malnutrizione, patologie cardiovascolari, diabete e cancro.

Il programma è gestito da personale locale, altamente qualificato e costantemente aggiornato, e si avvale di due laboratori di biologia molecolare, due centri nutrizionali a Maputo e Beira e un laboratorio per le necessità di base a Quelimane.

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