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Il ministro Tria invia la lettera di risposta alla Commissione europea

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Lettera Ue Italia risposta governo

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria ha inviato alla commissione europea la lettera di risposta ai rilievi sollevati sul debito. Le lettera è accompagnata da un documento di 58 pagine nel quale si esaminano i fattori rilevanti che influenzano l’andamento del debito pubblico in Italia. La risposta e il documento sono appena stati resi noti dal ministero dell’Economia.

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLA PROCEDURA DI INFRAZIONE

Salta il riferimento ai tagli al welfare e a reddito di cittadinanza e quota 100. Nella lettera che il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha inviato a Bruxelles non si parla più, come nella bozza circolata nel pomeriggio, di questi capitoli ma si indica in modo più generico che “il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie”. Resta, anche se più sfumato, il riferimento alla flat tax “nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo”.

Stava diventando un caso la lettera di risposta di risposta alla missiva inviata da Bruxelles lo scorso mercoledì. Questo perché  alcune indiscrezioni sono state diffuse dalle agenzie di stampa durante la giornata di venerdì 31 maggio, anche se il testo vero e proprio non era ancora stato approvato.

Lettera Ue Italia risposta governo |  Le indiscrezioni della mattina

Qui tutte le anticipazioni trapelate già durante la giornata:

“Il Governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”, avrebbe scritto, secondo le prime indiscrezioni, il ministro Tria nella lettera di risposta inviata alla Commissione europea. La missiva sarebbe stata preparata ieri, giovedì 30 maggio, in un vertice che il ministro dell’Economia ha avuto con gli “sherpa” economici della Lega di Matteo Salvini.

“In linea con la legislazione in vigore, il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l’1,3 per cento del Pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020. I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell’Iva ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale”, avrebbe aggiunto il ministro dell’Economia.

Il Governo, si leggerebbe secondo le indiscrezioni nella lettera di risposta alla Commissione Ue, intende introdurre “ulteriori misure per semplificare il sistema fiscale e migliorare la fedeltà fiscale. Il Parlamento ha invitato il Governo a riformare, fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo il numero degli scaglioni e la pressione fiscale gravante sulla classe media. Si effettuerà anche una revisione di detrazioni ed esenzioni fiscali”.

È arrivata anche la risposta del vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, che smentisce il contenuto della lettera inviata all’Ue: “La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? Il M5S non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali né il reddito né quota 100”. Di Maio ha aggiunto: “È utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!”

Parere ribadito anche con un post pubblicato sul blog del  Movimento 5 Stelle: “Secondo le prime indiscrezioni nella lettera da inviare alla UE, che Tria e la Lega hanno scritto, sono previsti tagli allo stato sociale per il triennio 2020-2022. Questa scelta è incomprensibile e sono necessarie delle spiegazioni. La linea che, d’accordo con la Lega, abbiamo seguito come governo è stata quella della lotta all’austerità. Posizione confermata dai risultati elettorali delle europee in cui è stato detto che è necessario fare la flat tax per i redditi bassi anche sforando il deficit”.

E, sempre sul post pubblicato sul blog dei 5 Stelle, si legge: “Gli italiani si aspettano da questo governo lotta all’austerità europea e questo è quello che dobbiamo fare, non i tagli al welfare!”.

Filippo Sensi, deputato del Partito Democratico, ha scritto su Twitter: “Quindi per pagare i due stracci elettorali di Lega e 5 stelle, Reddito e Quota 100, si tagliano servizi e welfare per i cittadini nei prossimi anni? Ho capito male?”.

Lettera Ue Italia risposta governoLa procedura di infrazione

L’Unione europa ha quindi intenzione di avviare una procedura di infrazione per debito eccessivo. La procedura potrebbe concludersi con una sanzione da ben 3,5 miliardi di euro per il nostro paese. Un fardello pesantissimo che andrebbe a gravare ulteriormente sul debito pubblico.

Nell’ultimo anno il debito pubblico italiano ha toccato il 132,2 per cento del prodotto interno lordo. Qui abbiamo spiegato cos’è il debito pubblico, a quanto ammonta quello italiano e perché se ne sta parlando tanto in queste ultime settimane.

La Ue potrebbe quindi dare il via alla procedura sul debito italiano. Dopo un ulteriore passaggio tecnico in Commissione, il 9 luglio i ministri dell’Ecofin daranno la decisione finale. L’Italia ha dunque cinque settimane di tempo per mettersi in regola, varando una manovra bis per contenere deficit e debito per il 2020.

Ue, arrivata la lettera di Bruxelles al governo italiano: “Progressi insufficienti sul debito pubblico”

Ue, il testo della lettera inviata dalla Commissione Ue all’Italia sull’eccesso di debito

Procedura di infrazione per deficit eccessivo: cosa rischia l’Italia dopo la lettera della Commissione Ue

Lettera Ue Italia | Il testo

Qui il testo completo della lettera inviata dall’Unione europea al ministro dell’Economia Giovanni Tria: