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Crisi M5S, Sarli a TPI: “Voto Rousseau su leader Di Maio? Non può decidere da solo”

"Il problema non è Di Maio, ma la mancanza di condivisione delle scelte", dice la deputata M5S e componente della Commissione Affari Sociali

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“Credo che sia scorretta questa uscita prima dell’assemblea che doveva servire sul ragionare insieme sul da farsi”. Doriana Sarli, deputata del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Affari Sociali della Camera, reagisce all’annuncio di Luigi Di Maio, che oggi ha chiesto un voto sul suo ruolo di capo politico attraverso la piattaforma Rousseau.

“Il problema non è Di Maio, o almeno avremmo dovuto parlarne”, dice Sarli in una dichiarazione a TPI. “Il problema è proprio la mancanza di condivisione delle scelte, come quella su cosa mettere in votazione su Rousseau” .

Sarli esprime dei dubbi anche sulla piattaforma: “La questione rilevante è la scarsa trasparenza di Rousseau e la struttura così estremamente verticistica dove un uomo solo al comando decide tutto e anche cosa si voti o meno su Rousseau”.

“Questa sua dichiarazione prima dell’assemblea svuota di molto il significato dell’assemblea di stasera alla quale partecipo con minore motivazione perché si perpetua il nostro peccato originale”, sottolinea Sarli.

“Non volevo rilasciare alcuna dichiarazione prima dell’assemblea perché trovavo giusto un confronto interno prima, ma visto che le decisioni continuano a essere prese prima dell’assemblea che evidentemente non conta nulla, penso che parlarne prima o dopo non abbia più alcuna importanza. E mi addolora molto perché abbiamo un’altra volta perso l’opportunità di ragionare come gruppo”.

La crisi interna al Movimento cinque stelle dopo le elezioni europee è arrivata a una svolta oggi, quando Di Maio ha pubblicato un post sul Blog delle Stelle chiedendo un voto di fiducia nei suoi confronti sulla piattaforma Rousseau.

Dopo la sconfitta alle europee, una parte dei parlamentari M5S aveva chiesto a Di Maio di assumersi le sue responsabilità di capo politico. Tra coloro che si sono espressi in modo critico verso il leader il senatore Gianluigi Paragone, che ha deciso di rassegnare le sue dimissioni a Di Maio, le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes, il senatore espulso da M5S Gregorio De Falco e i deputati Luigi Gallo, Doriana Sarli, Gilda Sportiello, Riccardo Ricciardi, Carla Ruocco.

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