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Gattuso lascia il Milan: l’addio dell’allenatore ai rossoneri per differenza di vedute con Gazidis sul futuro del club

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Gennaro Gattuso lascia il Milan dopo 18 mesi sulla panchina rossonera e la mancata qualificazione alla prossima Champions League (Credits: ANSA/SERENA CAMPANINI)

Gattuso lascia il Milan | L’allenatore dice addio ai rossoneri come Leonardo

Manca ancora l’ufficialità, ma ormai è questione di ore: Gennaro Gattuso lascia il Milan. L’ormai ex allenatore rossonero, con un passato glorioso da calciatore nello stesso club, ha incontrato nel pomeriggio di lunedì 27 maggio 2019 l’amministratore delegato Ivan Gazidis.

Un incontro programmato da tempo, al termine di una stagione che ha visto il Milan lottare fino all’ultima giornata per il quarto posto e quindi per la qualificazione alla prossima Champions League. Un obiettivo dichiarato apertamente già a inizio campionato e che, seppur per un breve periodo, era sembrato pienamente a disposizione del Diavolo.

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Poi la crisi di risultati e di identità, che ha fatto scivolare il Milan in classifica al punto da rendere impossibile – nonostante quattro vittorie nelle ultime quattro partite di campionato – concludere la stagione al quarto posto.

Dunque, niente Champions League il prossimo anno. Che significa niente grandi introiti e, di conseguenza, niente campagna acquisti importante durante la sessione estiva. 

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Gattuso lascia il Milan | Il progetto della società per il futuro

Dopo la mancata qualificazione alla Champions e la mannaia dell’Uefa a causa delle sanzioni imposte dal mancato rispetto del fair-play finanziario, la società del fondo Elliott sembra orientata a ingaggiare, per la prossima stagione, solo giocatori giovani. Under 23 con grandi prospettive ma dal costo limitato, in modo che possano generare importanti plusvalenze una volta valorizzati e venduti.

Una scelta, quella della società, obbligata dalla necessità di portare in pareggio il bilancio del Milan (in rosso di circa 100 milioni) entro il 2021, come imposto dalla stessa Uefa. Addirittura, in via Aldo Rossi stanno pensando di accettare senza fare ricorso la possibile esclusione dalla prossima Europa League (la sentenza dell’Uefa è attesa per settimana prossima) per ripartire senza limitazioni.

“Dedicheremo i prossimi giorni a una analisi completa della stagione, sono certo che continueremo a crescere. Voglio ringraziare tutti per l’impegno”, aveva dichiarato lo stesso Gazidis al termine di SPAL-Milan, domenica sera.

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Gattuso lascia il Milan | I motivi dell’addio

Ed è proprio su questo punto che si è materializzato l’addio di Rino Gattuso al Milan. Nell’incontro nella sede di via Aldo Rossi sono emerse tutte le differenze di vedute tra l’allenatore e Gazidis riguardo il futuro sportivo dei rossoneri.

Con queste prospettive di mercato, infatti, sarà molto difficile il prossimo anno ripetere il campionato di questa stagione, con il Milan in lotta per la qualificazione alla Champions. Se la qualità della rosa non migliora, allora non si può competere ad alti livelli.

Un tema, questo, che era emerso anche nell’intervista di fine campionato di Gattuso: “L’anno prossimo – aveva dichiarato Rino – sarà complicato fare più di 68 punti, che già non sono pochi. Juventus, Napoli e Inter, che è già partita sul mercato, sono più forti. Si dovrà lottare per il quarto posto e le altre si rafforzeranno. Le aspettative sul Milan, anche se attraversa una fase delicata, sono sempre le stesse: si pensa sempre che debba vincere perché si chiama Milan”.

L’incontro tra Gattuso e Gazidis è stato cordiale, ma è emersa chiaramente la volontà del mister di lasciare, seppur a malincuore. Rino, infatti, avrebbe voluto un mercato coraggioso: cercare di mantenere i giocatori più importanti che sono sul piede d’addio (Suso, Bakayoko, forse Donnarumma) e trovare delle occasioni per prendere giocatori di sicura esperienza, senza ovviamente spendere troppo.

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Gattuso lascia il Milan | Le parole dell’allenatore

Secondo quanto riportato da Repubblica, Gattuso ha commentato così la sua scelta di lasciare i rossoneri: “Decidere di lasciare la panchina del Milan non è semplice. Ma è una decisione che dovevo prendere. Non c’è stato un momento preciso in cui l’ho maturata: è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sarà mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili”.

“La mia – ha continuato Rino – è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto? Sì, perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi”.

Il contratto è un altro argomento su cui bisogna capire quali saranno le scelte di Gattuso e del Milan. Rino, infatti, ha un contratto fino al 2021. Le sue saranno dimissioni oppure si tratterà di un esonero?

Gattuso lascia il Milan | I diciotto mesi sulla panchina rossonera

Era novembre del 2017 quando Gattuso arrivò sulla panchina della prima squadra del Milan. Per lui fu una promozione diretta dalla Primavera, in concomitanza con l’esonero di Vincenzo Montella.

La prima stagione di Rino da allenatore della sua squadra del cuore si concluse con una qualificazione all’Europa League, in linea con gli obiettivi iniziali, e con una finale (persa) di Coppa Italia, contro la Juventus.

Ma è quella 2018-2019 l’annata decisiva: Gattuso parte con dichiarazioni forti, con l’obiettivo Champions League dichiarato “alla portata” e con un’idea di gioco ben preciso. Alla fine, tra alti e bassi, nonostante l’obiettivo mancato la stagione del Milan non è assolutamente da buttare.

Anche se tanti sono i rimpianti: i punti buttati contro le cosiddette piccole, alcuni infortuni che hanno caratterizzato la stagione (su tutti, quello di Bonaventura), il fallimento del progetto Gonzalo Higuain, la precoce eliminazione in Europa League per mano dell’Olympiacos e la sconfitta in semifinale di Coppa Italia con la Lazio.

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Gattuso lascia il Milan | Il futuro di Leonardo e Maldini

Quella di Gattuso non è l’unica posizione in bilico al Milan in questi giorni. Ci sono altri due elementi della società – e assolute bandiere del “Grande Milan” che fu – già con le valigie in mano: Leonardo Paolo Maldini.

I due, rispettivamente direttore generale dell’area tecnico-sportiva e direttore sviluppo strategico area sport, vorrebbero lasciare il Milan per le stesse motivazioni di Gattuso. Non approvano la linea verde della società, un progetto portato avanti – con poche fortune – già negli ultimi anni dell’era Berlusconi.

È soprattutto Leonardo a spingere perché ai giovani vengano affiancati giocatori d’esperienza e dalle qualità indiscusse. Una leadership che quest’anno sembra essere mancata nei momenti decisivi della stagione.

Così, nella giornata di martedì 28 maggio arriveranno anche le dimissioni di Leonardo, che chiude così la sua terza parentesi al Milan: prima da giocatore, poi da allenatore, infine da dirigente.

E Maldini? L’ex difensore e capitano rossonero sta ancora valutando se andar via o rimanere, magari con un ruolo più vicino alla squadra. Ciò che è certo è che sono tante le riflessioni in corso al Milan: per un’estate che si preannuncia di vera passione (l’ennesima) per tutti i tifosi, alla ricerca del vecchio Milan che sembra non riuscire più a risollevarsi.

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