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L’Irlanda alle urne per il referendum sul divorzio: l’82% vota Sì

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Credit: Artur Widak/NurPhoto

Referendum divorzio Irlanda risultato | La legge attuale | Cosa cambia

L’Irlanda è chiamata alle urne, come tutti gli altri paesi della Ue per il rinnovo del Parlamento europeo. Ma gli irlandesi il 24 maggio non sono andati a votare solo per le elezioni europee.

Lo stesso giorno in cui i cittadini scelgono i rappresentanti del Parlamento europeo, sono chiamati anche a scegliere se cambiare o meno la legge sul divorzio attualmente in vigore nel paese.

I risultati ufficiali diffusi domenica 26 maggio hanno visto una schiacciante vittoria del sì: l’82 per cento dei cittadini è a favore di un cambio della legge sul divorzio. 

Dopo l’aborto e i matrimoni gay, gli irlandesi mettono mano anche al nodo del divorzio. Due le questioni poste agli elettori: la prima è riguardo l’abolizione della norma attuale che prevede che si possa avviare le pratiche del divorzio solo dopo aver trascorso almeno quattro degli ultimi cinque anni separati. La seconda questione, invece, è rispetto ai divorzi ottenuti fuori dall’Irlanda.

Referendum divorzio Irlanda risultato | La legge attuale

La Family Law Divorce Act, l’attuale legge sul divorzio, entrò in vigore nel 1996 in seguito alla vittoria del Sì (con appena il 50.28 per cento dei voti) al referendum del 24 novembre dell’anno precedente. Si tratta di una legge particolarmente rigida, perché i soggetti coinvolti devono dimostrare di aver vissuto separatamente per ben quattro anni e, soprattutto, la legge non prevede alcuna eccezione. Ciò vuol dire che le vittime di violenza domestica, per lo più sono donne, non possono in alcun modo velocizzare le pratiche, nonostante la loro situazione delicata.

Referendum divorzio Irlanda risultato | Cosa cambia

Tara Burns, presidente della Commissione referendum irlandese, ha commentato il voto affermando che “se vincerà il Sì al referendum la norma che prevede quattro anni di separazione verrà rimossa dalla Costituzione”. Questo significa quindi che il Parlamento irlandese “potrà legiferare un nuovo lasso di tempo da far trascorrere”.

Per quanto riguarda l’esito del secondo quesito, non ci saranno grandi cambiamenti. Il quesito chiede, infatti, di “affermare in maniera esplicita che il Parlamento ha potere legislativo in materia di divorzi stranieri, potere che in realtà ha già”.

La questione più importante del referendum resta quella del tempo. Il periodo di quattro anni da trascorrere separati per poter richiedere di avviare il divorzio si dimezza se vince il Sì al referendum del 24 maggio. Questa la proposta che il governo avanzerà secondo il ministro della Giustizia Charlie Flanagan.