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Cagliari, chiuso un asilo no vax, scuola materna senza autorizzazioni

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CHIUSO ASILO NO VAX – Un asilo privo di ogni autorizzazione, dove metà dei bambini non aveva fatto nemmeno i vaccini obbligatori previsti dalla legge Lorenzin del 2017. È quello scoperto e chiuso in Sardegna, in provincia di Cagliari, precisamente a Villacidro, a circa 60 chilometri dalla città capoluogo. I bimbi venivano accompagnati nella località Su Suergiu anche da paesini distanti, per trascorrere la giornata in una struttura che non aveva mai fatto alcuna richiesta alle autorità competenti.

Cagliari | Chiuso asilo no vax

La scuola materna era irriconoscibile, perché nessun cartello ne indicava la presenza. E non era stata fatta pubblicità sui social network. Sembrava una normale villetta di campagna e sulla carta era gestito da un’associazione sportiva che la faceva apparire come un capanno per depositare attrezzi. La villetta non era rifinita e in mezzo alla campagna passava inosservata. Sembrava insomma una delle tante case costruite accanto a un magazzino per macchinari.

Le indagini degli uomini dell’Arma sono partite un paio di mesi fa dopo segnalazioni anonime.

Cagliari | Chiuso asilo no vax | Indagini

Da un po’ di tempo si era sparsa la voce tra i genitori della presenza dell’asilo. Le mamme e i papà che ancora non volevano arrendersi alle nuove regole sui vaccini obbligatori ne avevano subito approfittato per accompagnare lì i loro bambini. Inoltre la retta annuale era più bassa rispetto alle altre scuole della zona.

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Nell’edificio c’erano aule e banchi e giochi come ogni asilo. E anche una cucina, non funzionante, e una sala per il riposo pomeridiano. Sono stati denunciati un uomo di 38 anni e una donna di 54 anni. I militari hanno notato, tra le 8 e le 9 del mattino, vicino alla casa di campagna, uno strano via vai di auto dalle quali scendevano adulti e bambini. Lo stesso accadeva nel pomeriggio. I carabinieri hanno quindi cercato di approfondire le indagini scoprendo l’attività.

L’attività delle materne no vav, o vax free, sospettano i carabinieri, era cominciata lo scorso autunno, in contemporanea con l’inizio dell’anno scolastico ufficiale. Le iscrizioni erano sempre aperte, per offrire l’opportunità anche ai genitori che ancora non erano venuti a conoscenza del servizio attivato nelle campagne di Villacidro.