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Governo news | È lite sui decreti, il Quirinale irritato

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Sergio Mattarella

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Governo news 22 maggio | Giornata movimentata per il governo, come lo sono state quelle scorse in cui tanti sono stati i temi che hanno diviso la maggioranza. L’ultima diatriba è quella che ha visto il governo diviso sul decreto sicurezza bis.

Zingaretti: “Alle Europee il PD supererà il 20 per cento” – Il Partito Democratico alle elezioni Europee 2019 andrà “ben oltre il 20%”. A dichiararlo è il segretario del PD Nicola Zingaretti, interpellato sull’argomento nel videofurum di Repubblica (Qui i dettagli).

Europee, le previsioni di Salvini – Il vice premier Matteo Salvini si sbilancia e parlando del voto del 26 maggio, dice in diretta Tv su Canale5: “La Lega sarà tra i primi partiti, cambieremo le regole europee” (Qui i dettagli).

L’Istat taglia le stime sul Pil – L’Istat ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Italia per il 2019 dal precedente 1,3 allo 0,3 per cento [qui la notizia completa].

Salvini conferma fiducia a Conte –  “Il governo non cadrà, durerà fino al 2023”. Queste le parole del vice premier leghista Matteo Salvini per ribadire la fiducia al premier Giuseppe Conte. Poi Salvini ricorda: “Con Di Maio ho lavorato bene e sono convinto che da lunedì torneremo a lavorare come abbiamo sempre fatto”. Dopo un’aspra campagna elettorale con frecciate agli alleati del M5S, sulle tensioni nel governo decide di minimizzare (qui tutti i dettagli).

Mattarella tirato per la giacca – Sparito il riferimento ai migranti dall’ultima bozza uscita dal Viminale il decreto sicurezza bis, voluto da Matteo Salvini, potrebbe, a questo punto, anche passare il vaglio costituzionale del Colle. Il condizionale è d’obbligo, perché ieri sera tardi l’esame era ancora in corso. Resterebbe al palo invece il decreto famiglia, su cui punta Luigi Di Maio. Il presidente della Repubblica è stato praticamente tirata per la giacca dalle due parti giallo verdi.

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Tria e l’allarme conti – “Non possiamo sforare il 3 per cento”, queste le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che chiede stabilità per avere la fiducia dei mercati. Dopo aver bloccato il Decreto famiglia da un miliardo di euro nel Consiglio dei Ministri di lunedì 20 maggio, Tria torna a parlare della necessità di sottostare alle regole imposte da Maastrich sul deficit al 3 per cento, tanto polemizzate da Salvini.

L’Inps giallo-verde – L’Inps cambia volto: alla presidenza Pasquale Tridico, già consigliere di Di Maio classe 1975. L’Istituto che gestisce le pensioni e l’assistenza previdenziale per 40 milioni di italiani e gestisce circa 800 miliardi di euro, diventa così più vicino al governo (l’intervista di TPI a Tridico).

Casaleggio ribadisce il limite dei due mandati – Davide Casaleggio, fondatore e presidente dell’Associazione Rousseau, in un’intervista a Le Monde, ha affermato che il limite di due mandati non può essere modificato (Qui la notizia)

Decreto sicurezza bis

Le liti sul Dl sicurezza – Ieri, 21 maggio, Salvini ha messo a punto il testo del decreto, eliminando dal testo le multe per chi soccorre i migranti in mare, e si aspetta che il decreto venga votato già oggi dal Consiglio dei ministri.

Il decreto doveva essere votato lo scorso 20 maggio, ma è stato rimandato a causa degli scontri all’interno della maggioranza. Lo stesso Quirinale aveva avanzato pesanti critiche e accuse di incostituzionalità.

Nella serata del 21 maggio, il M5s continua a rincarare la dose, attaccando Salvini: “Leggiamo che la Lega avrebbe tolto ogni misura dal decreto sicurezza. In pratica è diventato un decreto vuoto, ora a che serve non si sa. Salvini dopo il caso Mirandola pensi piuttosto a un decreto sui rimpatri, perché se ci pensiamo noi poi dice che invadiamo il suo campo”, dicono fonti interne M5s.

Le risposte del Viminale – Ma dal Viminale le accuse sono respinte. “Il Decreto sicurezza bis è solido e necessario: le affermazioni del Movimento 5 Stelle sono prive di fondamento e mettono a rischio un testo che combatte scafisti e violenti. In più, prevede una norma sui rimpatri e la spazza-clan che responsabilizzano anche altri ministeri”.

E dal ministero chiariscono: “Per quanto riguarda l’articolo 1, per mera omogeneità normativa, l’iniziale modifica al codice della navigazione è diventata una innovazione al testo unico sull’immigrazione: zero conseguenze sostanziali”. Per l’articolo 2 è stato chiarito il meccanismo sanzionatorio per gli autori del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Rimane sia la multa che la confisca del natante: in quest’ultimo caso è possibile confiscare anche senza reiterazione del reato, così da inasprire la versione precedente.

Ma sulla tenuta del governo, Luigi Di Maio non ha dubbi: “Un rimpasto di governo dopo il 26 maggio? Le elezioni europee non mi sembra cambino la composizione del Parlamento, quindi il tema non si pone per quanto mi riguarda”, ha detto il vicepremier del M5s.

Dello stesso avviso è Matteo Salvini: “Il governo c’è e va avanti, il voto di domenica non è sul governo. Io sono una persona leale”. “Prenderemo un risultato che non abbiamo mai visto nella storia della Lega”, ha detto Salvini.