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Caso Sea Watch, Salvini attacca il procuratore Patronaggio. Grasso (Anm): “I giudici agiscono in nome del popolo italiano”

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Caso Sea Watch | News | 20 maggio

Sea Watch news – È stata una reazione dura, durissima, quella che Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno ha avuto dopo la decisione del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che ha autorizzato lo sbarco a Lampedusa dei 47 migranti che si trovavano a bordo della nave Sea Watch 3. Il comandante della Sea Watch 3 è indagato dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. [tutti gli aggiornamenti sul caso Sea Watch].

Perché la Sea Watch è stata sequestrata

Sea Watch news 20 maggio | Il pm convalida il sequestro

Il sequestro della nave umanitaria Sea Watch 3 è stato convalidato dal pm di Agrigento. Il provvedimento è stato notificato all’unico indagato, il comandante Arturo Centore, che è stato convocato per martedì 21 maggio in Procura per essere interrogato.

Sea Watch news | Polemica M5S-Salvini

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, risponde all’attacco del vicepremier leghista Salvini, che lo aveva tirato in ballo sul caso dell’autorizzazione allo sbarco della Sea Watch. “Non si aprono porti a chi non rispetta le convenzioni internazionali. Si tratta di una attività fatta esclusivamente dalla magistratura e come ben sa Salvini, il sequestro l’ha gestito lo stesso pubblico ministero di Agrigento”, ha precisato Toninelli.

“Nessuna polemica, (Salvini, ndr) ha certamente sbagliato a attaccare il sottoscritto, avrebbe potuto farmi una chiamata e sa perfettamente che il modello è sempre lo stesso: sicurezza e legalità”.

Duro con Salvini anche il vicepremier M5S, Luigi Di Maio: “Sia Salvini a spiegare la questione della Sea watch. È lui il ministro degli interni, è lui che comanda le forze dell’ordine, è lui che porta avanti le politiche dell’immigrazione”.

Sea Watch, la risposta di Toninelli a Salvini

Di Maio: “È Salvini che deve spiegare”

 

 

Sea Watch news | Salvini attacca Patronaggio

Intervenendo in tv, nel corso della trasmissione di La7 Non è l’Arena, il leader della Lega ha affermato: «Questo procuratore mi ha indagato per sequestro di persona. Prendo atto delle sue parole e approfondiremo la possibilità di denunciarlo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».

Il ministro dell’Interno, in collegamento da Firenze con lo studio televisivo, ha letto in diretta una notizia dell’Ansa che raccontava quanto stesse avvenendo nel porto di Lampedusa e fa riferimento al procuratore Patronaggio. «Se vuole fare il ministro dell’Interno si candidi alle elezioni», sono state le sue parole.

Sea Watch news 20 maggio | La nota della Procura di Agrigento

Nel tardo pomeriggio di ieri la Procura di Agrigento con una nota aveva fatto sapere che la Guardia di Finanza di Palermo era salita a bordo della nave con a bordo 47 migranti al largo del porto di Lampedusa. E insieme alla Guardia Costiera di Lampedusa, si leggeva ancora nel comunicato, “hanno eseguito nel pomeriggio di oggi il sequestro probatorio della nave della ong Sea Wacth 3 per violazione dell’art. 12 T.U. Immigrazione, ponendo il mezzo navale a disposizione della Procura che ne ha disposto, previo sbarco dei migranti, il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata”.

I “migranti, posti in salvo, saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per l’identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria”.

“Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della Ong”, ha detto Patronaggio.

 

Sea Watch news 20 maggio | La diretta Facebook del ministro

Salvini ha attaccato il procuratore Patronaggio anche in una diretta Facebook. Il vicepremier non ha usato mezze misure. “La Sea Watch non doveva sbarcare. Siamo uno Stato di diritto e non do nessuna autorizzazione. Se qualcuno ha autorizzato deve dare spiegazioni. È lei, dottor Patronaggio, ad avere autorizzato? Caro procuratore, le chiedo se è lei che si è assunto la responsabilità degli sbarchi”.

E ancora: “Da lei, Patronaggio, sono stato accusato di sequestro di persona. Non sono simpatico a questo signore”.

Salvini ha anche chiesto di mettere fuori uso la nave e arresti. “Se nelle prossime ore ci saranno arresti per coloro che hanno infranto le leggi, ci sarà il sequestro definitivo di questa barca di vice scafisti e se ci sarà il loro arresto, è un conto. Se la nave sarà messa fuori uso, anche affondandola, bene. Altrimenti ho il dubbio che qualcuno abbia voluto compiere un atto politico: se qualche procuratore vuole sostituirsi al governo o al Parlamento si candidi”.

E infine: “Se è stato un escamotage per far sbarcare i migranti, mi muoverei perché è favoreggiamento al traffico di esseri umani”.

Sea Watch news 20 maggio | Grasso (Anm): “I giudici agiscono in nome del popolo”

Dopo l’attacco di Salvini al procuratore Patronaggio, Pasquale Grasso, presidente dell’Anm, Associazione nazionale magistrati, è sceso in campo in difesa della magistratura, senza tuttavia commentare nello specifico la vicenda della Sea Watch e le posizioni del ministro dell’Interno. Grasso ha ricordato che i magistrati sono soggetti che, “nel sistema costituzionale disegnato all’indomani del disastro morale e civile della seconda guerra mondiale, agiscono in nome del popolo italiano non secondo investitura elettorale, ma in forza di una legittimazione tecnica, fortemente voluta e perseguita dai costituenti”.

“Non intendo – sono state le parole del presidente dell’Anm – in alcun modo commentare una vicenda giudiziaria in atto”. In termini “assolutamente generali e astratti osservo – ha continuato – che nel nostro ordinamento democratico tutte le determinazioni dell’autorità giudiziaria sono motivate e soggette a verifica e controllo nel sistema giurisdizionale”, “ambito che assicura, in osservanza del principio di separazione ed equilibrio tra i poteri dello Stato, il rispetto delle leggi e dei diritti di tutti affidandolo al ministero dei magistrati che incarnano il potere giudiziario”.