Me

Case popolari, procedura Ue contro la Regione Lazio: “I rom sono discriminati”

Immagine di copertina
La famiglia rom di Casal Bruciato, maggio 2019

Case popolari rom Ue | “I rom nel Lazio sono discriminati”. A ribadirlo è l’Unione europea, che ha aperto una procedura di pre-infrazione nei confronti della Regione Lazio riguardo all’assegnazione delle case popolari alle persone di etnia rom. Un segnale dopo gli scontri per l’assegnazione di abitazioni popolari nella periferia di Roma, a Torre Maura ad aprile e a Casal Bruciato a maggio.

> Cosa succede a Casal Bruciato: una ricostruzione delle proteste nella periferia di Roma

Sfratti e difficoltà abitative – A sottolineare l’emergenza è stato l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, nella sua relazione informativa in Consiglio regionale. Il motivo della discriminazione nell’assegnazione degli alloggi popolari sarebbe “la richiesta di requisiti quali la residenza e lo sfratto che, per la loro situazione di fatto, non sono in grado di dimostrare”.

Sartore ha anche aggiunto che da Bruxelles sono state richieste informazioni specifiche nell’ottica della direttiva 2000/43 sull’uguaglianza razziale.

La risposta dell’Ue – L’Unione europea ha quindi aperto una procedura di pre-infrazione nei confronti della Regione Lazio riguardo all’assegnazione delle case popolari alle persone di etnia rom.

Spada di Damocle sulla Regione – In caso di apertura di una procedura, la Regione Lazio potrebbe essere coinvolta per l’aspetto della compatibilità della legge regionale 12/99 “Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica” con, appunto, la direttiva 2000/43.

Per il momento quello dell’Ue è un monito alla Regione Lazio a risolvere il problema abitativo per la minoranza rom.

> “Fate leva sulla rabbia del quartiere”, Simone zittisce CasaPound e difende i rom 

> Proteste di Torre Maura, il papà di Simone: “Fiero di lui, ma adesso non diventi la voce della sinistra”

> La scrittrice Elena Stancanelli su Simone, il 15enne di Torre Maura: “Coraggioso, ma non sa parlare in italiano”