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A che punto è la guerra in Siria dopo la sconfitta dello Stato islamico

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Credit: Amer ALHAMWE / AFP

Siria guerra | Siria oggi | Idlib | Siria cartina

Sono trascorsi otto anni dall’inizio della guerra in Siria, ma la totale pacificazione dell’area sembra ancora lontana.

Il 21 marzo le forze curdo-arabe hanno preso il controllo di Baghouz, ultimo villaggio ancora in mano ai miliziani dell’Isis, decretando così la sconfitta dello Stato islamico quale entità territoriale in Siria.

Sempre a Baghouz il 18 marzo ha perso la vita il combattente italiano Lorenzo Orsetti, che da un anno e mezzo si era unito alle YGP (Unità di protezione popolare curdo-arabe) per dare il suo contributo alla guerra contro l’Isis.

Io, combattente italiano in Siria al fianco dei curdi: “La guerra con l’Isis non è finita”

Ma qual è la situazione in Siria oggi a otto anni dallo scoppio della guerra e dopo la fine del Califfato?

Siria guerra | Idlib

Nodo centrale per la fine della guerra siriana è la regione di Idlib, nel nord-ovest del paese.

La provincia è controllata da gruppi eterogenei, che vanno dai ribelli anti-Assad che hanno preso le armi contro il governo fin dall’inizio della rivolta fino ai jihadisti di Hay’et Tahrir al-Sham (HTS) appoggiati – indirettamente – dalla Turchia.

Dal 15 settembre vige una situazione di stallo nella regione, da quando Mosca – alleato del presidente siriano Bashar al Assad –  e Ankara hanno firmato un accordo per la creazione di una de-escalation zone di 15-20 chilometri intorno alla provincia.

La parte interna è pattugliata dalle forze turche, quella esterna dai militari russi.

La tregua però è stata infranta più volte e dal 30 aprile i raid delle forze governative e russe nella zona sud della provincia si sono intensificati, tanto da far pensare ad una imminente offensiva contro Idlib.

Il governo siriano vorrebbe riprendere il controllo della provincia, anche se nel breve periodo il suo obiettivo sembra essere la riconquista dell’autostrada che attraversa l’enclave ribelle e che collega Hama e Aleppo.

A inizio maggio le forze del presidente Assad con il supporto della Russia hanno ripreso il controllo di Qalaat al-Madiq, Tal Hawash, Al-Karkat, dopo aver conquistato Kfar Nabudah.

Nei raid condotti tra fine aprile e le prime settimane di maggio hanno perso la vita almeno 120 civili, secondo quanto affermato da fonti locali, mentre l’Onu ha segnalato che sono almeno 180mila le persone che hanno lasciato la regione.

La riconquista di Idlib è fondamentale per il governo di Assad: il presidente potrebbe affermare ulteriormente il suo potere, riprendere il controllo di un territorio al confine con la Turchia e in cui hanno trovato rifugio ribelli e jihadisti; ma è una zona strategica anche per la vicinanza con la base militare russa di Latakia.

Siria guerra | Afrin

Altro nodo da risolvere riguarda la sorte del cantone di Afrin, occupato dalle forze militari turche fin dal 2018, anno dell’operazione Ramoscello d’Ulivo.

Secondo fonti locali a inizio maggio il governo di Ankara ha avviato la costruzione di un muro per isolare il cantone del resto della Siria e annetterlo alla Turchia.

Afrin è salita agli onori della cronaca quando i militari turchi ne hanno preso il controllo nel 2018 a seguito dell’offensiva contro le forze curdo-arabe e un lungo assedio.

Nell’area è stata attuata una vera e propria sostituzione etnica, con la popolazione curda allontanata dal governo turco, che da anni cerca di evitare che l’esperimento del Rojava si ripeta anche in altre zone al confine con la Turchia.

Siria cartina

Siria guerra | Isis

L’Isis è stato territorialmente sconfitto in Siria il 21 marzo 2019, con la caduta del villaggio di Baghouz, ma cellule dormienti continuano a rappresentare un pericolo tanto nell’area di Deir er Zor quanto in quella di Idlib.

A fine aprile un’autobomba è esplosa a Jisr el Shugur, non lontano da Idlib, uccidendo 23 persone: si tratta solo di uno degli attacchi dei jihadisti in Siria dopo la sconfitta dello Stato islamico.

A ciò si aggiunge il ritorno di al Baghdadi, che dopo anni di latitanza il 29 aprile ha rilasciato un nuovo video in cui prometteva vendetta per la fine dell’Isis in Siria.