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Bongiorno: “Accesso ad hoc per universitari alla P.a”

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Credit: ANSA/ANGELO CARCONI

Concorsi Pubblica amministrazione università – Nei prossimi tre anni almeno 500mila dipendente pubblici dovrebbero lasciare il loro posto di lavoro per pensioni di vecchiaia, “opzione donna”, pensioni anticipate e “quota 100”.

Ma chi li sostituirà? I sindacati da tempo denunciano la mancanza di fondi per i prossimi contratti, nonostante lo sblocco del turn over di compensazione al 100 per cento per settori in sottorganico come sanità e scuola.

Il governo però sta studiando una soluzione, come spiegato dalla ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, in occasione del Forum P.a.

“Oggi c’è un grosso problema per i giovani, non riescono a trovare lavoro quando escono dall’università”, potendo contare “di solito con un tipo di formazione estremamente generica”.

Ecco che “con il ministro dell’Istruzione, Bussetti, abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all’università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella P.a”.

“Questo permette a chi si inscrive all’università di sapere che ha questa opportunità e permette alla P.a di assumere ragazzi, perché non è possibile che si entri nella P.a soltanto a 35 anni”, ha affermato Buongiorno, spiegando che la proposta dovrebbe presto essere inserita in un disegno di legge.

Secondo Bongiorno “non è possibile che si entri nella pubblica amministrazione solo a 35 anni, si deve entrare prima. Quando dico che nella legge di Bilancio ci sono risorse, dò già delle risposte. Stiamo parlando di un piano concreto e fare ricambio generazionale”.

Nel corso del Forum sono stati anche evidenziati alcuni dei problemi che attanagliano il settore della Pubblica amministrazione, primo tra tutti quello della retribuzione media, invariata dal 2009 e ferma quindi a 34.500 euro.

A ciò si aggiungono anche numerose sperequazioni dato che si passa dai 138mila euro per la magistratura ai 28.400 per il personale scolastico.

Altra problematica riguarda la distribuzione su base regionale e a cui la ministra ha promesso di porre rimedio tramite il bando di concorsi su base regionale, per “fermare le migrazioni interne”.

“Stiamo avviando la sperimentazione e confido che i primi concorsi siano avviati a giugno per poi renderli obbligatori”.

Nel corso del Forum si è parlato anche di formazione. In media, ogni dipendente ha usufruito di 1,04 giornate di formazione l’anno e gli investimenti per l’aggiornamento hanno visto un dimezzamento negli ultimi 10 anni.

Senza contare il nodo stabilità: nel 2017 i lavoratori flessibili hanno raggiunto quota 340mila e sono lo 0,6 per cento nell’ultimo anni si è stabilizzato.

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