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Mare Jonio: pm non convalida il sequestro preventivo

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Credit: Sea Watch

La nave Mare Jonio della Ong Mediterranea Saving Humans nella sera del 9 maggio ha tratto in salvo 30 migranti recuperati al largo delle coste della Libia. L’imbarcazione, terminate le operazioni di recupero, si è diretta verso le coste italiane, dando vita ad un nuovo scontro con il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Mare Jonio migranti news | Gli ultimi aggiornamenti

13 maggio – ore 12.30 – Pm non convalida il sequestro preventivo – La procura di Agrigento non ha convalidato il sequestro preventivo della nave Mare Jonio scattato il 10 maggio d’iniziativa dalla Guardia di Finanza (Qui la notizia completa).

10 maggio – ore 17.00 – Casarini: “Sono gli Stati a violare le convenzioni” – TPI ha intervistato il capo missione della Mare Jonio, Luca Casarini. “Noi siamo indagati ma sono gli Stati a violare le convenzioni internazionali”, dice l’attivista. (Qui l’intervista)

ore 16.00 – Indagato l’equipaggio – I componenti dell’equipaggio della nave Mare Jonio sono stati iscritti nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (Qui la notizia completa)

ore 13.50 – Conte: “Giusto far scendere i migranti” – Il premier Conte è intervenuto sul caso della Mare Jonio, affermando che è necessario mettere in sicurezza i migranti. Un commento che sembra diretto al Viminale, che aveva invece detto alla Ong Mediterranea a coordinarsi con le autorità della Libia, che non è considerato un porto sicuro. (Qui la notizia completa)

ore 13.20 – La Ong Mediterranea ha pubblicato il video dello sbarco dei migranti nel porto di Lampedusa.

ore 12.45 – Mediterranea attacca il Governo – Con due tweet a distanza di pochi minuti la ong Mediterranea Saving Humans attacca la decisione del Governo di porre sotto sequestro la nave, attraccata al porto di Lampedusa con a bordo 30 migranti soccorsi ieri al largo della Libia. (Qui la notizia completa)

ore 12.30 – Attracco a Lampedusa – La nave Mare Jonio è attraccata al porto di Lampedusa. (Qui la notizia completa)

ore 12.00 – Il vicepremier leghista e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, interviene sulla vicenda confermando il sequestro: “La nave Jonio non entrerà a Lampedusa da nave libera”, dice Salvini. “Mi risulta che a bordo ci siano stati gli uomini della Finanza e che abbiamo fatto i rilievi del caso”. (Qui la notizia completa)

ore 11.30 – La nave sarà sequestrata – Palazzo Chigi ha fatto sapere che la nave Mare Jonio ha avuto l’ok a sbarcare nel porto di Lampedusa, aggiungendo che subito dopo sarà sottoposta a sequestro. (Qui la notizia completa).

ore 10.55 – La Mare Jonio verso Lampedusa – La Ong Mediterranea Saving Human tramite il suo account Twitter ha fatto sapere che la nave Mare Jonio si sta dirigendo verso il porto di Lampedusa per completare le operazioni di sbarco dei 30 migranti salvati al largo della Libia (Qui la notizia completa)

ore 7.30 – Mare Jonio in acque italiane  – Intorno alle 7.30 della mattina la nave Mare Jonio ha chiesto alle autorità di poter sbarcare in un porto sicuro dopo essere entrata in acque territoriali italiane: a bordo ci sono anche donne incinte e una bambina di un anno. Nelle prime ore del mattino due unità della Guardia di Finanza hanno raggiunto la nave per effettuare un controllo di polizia.

9 maggio – La nave Mare Jonio ha soccorso nella serata 30 migranti al largo delle coste della Libia e ha fatto poi rotta verso i porti italiani in cerca di un attracco sicuro.

Una decisione che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non ha apprezzato. “I porti restano chiusi per la nave dei centri sociali”, è stato il commento a caldo del vicepremier leghista.

“Un conto è una nave della Marina Militare, che attraverso il suo ministro di riferimento si assumerà le proprie responsabilità, un altro una nave di privati o dei centri sociali come la Mare Jonio. Per loro, i porti restano chiusi”, ha proseguito Salvini.

Il riferimento è alla nave della Marina che nella stessa giornata aveva tratto in salvo altri 40 migranti e a cui è stato concesso di sbarcare nel porto di Augusta, in Sicilia.