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Flat tax e Regime forfettario nel 2019, aliquote e calcolo per le Partite Iva: ecco cosa sapere

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FLAT TAX REGIME FORFETTARIO – Cosa c’entra la flat tax, la tassa piatta, con il regime forfettario riservato agli operatori economici di ridotte dimensioni? La risposta a questa domanda è da ricercare nella legge di Bilancio 2019, in vigore dal 1° gennaio di quest’anno. La manovra finanziaria, come primo passo verso una vera e propria tassa piatta, ha allargato il perimetro della tassazione al 15% per le Partite IVA estendendo il regime forfettario ai contribuenti con ricavi o compensi fino a 65mila euro l’anno. Dal 2020, invece, sempre secondo quanto indicato nella legge finanziaria per il 2019, arriverà un’aliquota al 20% per imprenditori individuali e professionisti con un volume d’affari annuo compreso tra 65mila e 100mila euro.

Flat tax Regime forfettario | 2019

Di flat tax in Italia si è cominciato a parlare durante la campagna elettorale per le Politiche del 2018. La tassa piatta con un abbassamento delle aliquote era la principale proposta economica delle formazioni di centrodestra, in particolare Forza Italia e Lega. In seguito la stessa proposta è stata inserita nel contratto di governo che il partito di Matteo Salvini ha firmato con il M5S aprendo le porte ad un esecutivo giallo-verde, poi guidato da Giuseppe Conte. Con la legge di Bilancio 2019 è poi arrivato l’estensione del regime forfettario per le Partite Iva. Ancora nessuna flat tax per le famiglie.

Come spiega bene il sito dell’Agenzia delle Entrate, al regime forfettario agevolato, alternativo al regime fiscale ordinario, hanno accesso sia coloro che hanno già avviato un’attività di impresa, arte o professione con ricavi o compensi al di sotto della soglia dei 65mila euro, sia i contribuenti che iniziano una nuova attività e che prevedono di conseguire ricavi o compensi inferiori a 65mila euro. Se si esercitano più attività d’impresa o professionali, quindi attività contraddistinte da codici Ateco differenti, bisogna prendere in considerazione la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività svolte.

Flat tax Regime forfettario | Regime dei minimi

Parlare di flat tax e regime dei minimi è improprio. Anzi, sbagliato. Il regime forfettario è oggi l’unico regime fiscale agevolato per i lavoratori autonomi, per i contribuenti che svolgono attività d’impresa o professionale in maniera autonoma. Il regime dei minimi è stato il regime alternativo a quello ordinario fino al 2015 e prevedeva un’imposta sostitutiva al 5% per tutta la durata della permanenza. Il regime forfettario prevede invece un’imposta al 15% con uno sconto dei due terzi, quindi il 5% di tasse, per i primi 5 anni di attività.

Flat tax Regime forfettario | Aliquote

Il regime forfettario permette di applicare sul reddito lordo un’unica imposta sostitutiva, un’unica tassa che sostituisce tutte quelle previste in maniera ordinaria, come le imposte sui redditi (come l’Irpef), le addizionali regionali e comunali, l’Irap. L’aliquota è pari al 15% ma può scendere al 5% per i primi cinque anni di attività se si rispettano alcuni requisiti.

Per poter beneficiare dello sconto è necessario che: il contribuente, nei tre anni precedenti, non abbia esercitato un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata; la nuova attività non sia in alcun modo una semplice prosecuzione di un’altra attività svolta in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (ma non vanno considerati i periodi di pratica obbligatoria per esercitare arti o professioni); qualora venga continuata l’attività svolta in precedenza da un’altra persona, i ricavi e i compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio, non siano superiori al limite che consente l’accesso al regime agevolato.

Flat tax Regime forfettario | Calcolo

Il calcolo delle tasse da pagare viene effettuato tenendo in considerazione innanzitutto il fatturato, i ricavi o compensi lordi ottenuti nel corso dell’anno, ma anche il codice Ateco, il codice identificativo alfanumerico che viene fornito dalla Camera di Commercio e indica il tipo di attività. Ogni settore ha un proprio coefficiente di redditività. Bisogna moltiplicare ricavi o compensi per il coefficiente di redditività si ottiene la base imponibile. Sulla base imponibile va poi calcolata l’imposta sostitutiva prevista, ad esempio del 15%.