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Libia: dall’inizio del conflitto ci sono stati 300 morti

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Un uomo piange davanti a tre bare, avvolte nella bandiera della Libia, delle vittime del bombardamento sul quartiere di Abu Slim, a ridosso di Tripoli. ANSA/CLAUDIO ACCOGLI

Il bilancio dei morti in Libia è salito a 300. Dall’inizio degli scontri, il 3 aprile 2019, sono morti almeno 90 bambini e cento donne. A dirlo all’Ansa è il presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), Foad Aodi, che è in diretto contatto con i medici libici negli ospedali e nelle zone del conflitto.

Nella notte tra il 27 e il 28 aprile ci sono stati 11 morti e 30 feriti a causa del bombardamento da parte delle forze di Khalifa Haftar su Tripoli. Il bombardamento ha centrato un’area circa 9km a sudovest dal cuore della capitale.

Khalifa Haftar “copre le sconfitte militari bombardando con aerei stranieri i civili disarmati a Tripoli”, ha detto il governo di unità nazionale sottolineando il “lassismo e il silenzio” della missione Onu e del Consiglio di sicurezza nei confronti del “criminale Haftar”.

Lo afferma in una nota Mohanned Younis, il portavoce del presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez al Sarraj.  Il bombardamento su Tripoli “è un crimine di guerra che si aggiunge agli altri perpetrati dall’inizio dell’aggressione”, ha detto.

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