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25 aprile, Camilleri attacca Salvini: “È l’esempio lampante della mentalità fascista”

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25 aprile: Camilleri contro Salvini

Dopo la senatrice a vita Liliana Segre, anche Andrea Camilleri (scrittore, sceneggiatore e regista) esprime il suo personalissimo elogio di questo 25 aprile. Lui, che proprio come la Segre, rientra fra gli ormai esigui testimoni diretti di ciò che il fascismo fu e di ciò che il 25 aprile di 74 anni fa rappresentò per gli italiani.

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Lo scrittore della  celeberrima saga de Il Commissario Montalbano coglie poi l’occasione per scagliarsi contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale ha annunciato di non festeggiare la Festa della Liberazione e di recarsi piuttosto a Corleone per combattere “i veri problemi dell’Italia, come la mafia”. Per il leader della Lega, il 25 aprile rappresenta ormai un “derby fra fascisti e comunisti”.

Rispetto a queste dichiarazioni di Salvini, Camilleri non usa mezzi termini, definendo come “fascista” la mentalità del ministro dell’Interno.

“Il fascismo, che in Italia si è manifestato sotto forma di una dittatura, è un virus mutante”, afferma lo scrittore. Può anche non essere una dittatura, ma essere una mentalità. Non posso trattenermi dal dire che con il governo di oggi abbiamo un esempio lampante di mentalità fascista, quella del ministro Matteo Salvini”.

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“Quella è mentalità fascista, una delle forme di fascismo che può anche essere eletta democraticamente. Oggi molti italiani rimpiangono il fascismo e si sono dimenticati in virtù della loro scarsa memoria che già prima del 1938 (data in cui vennero promulgate le leggi razziali) c’erano stati il bavaglio alla stampa, la censura sui libri da leggere, l’impossibilità di esprimere un parare personale, l’identificazione totale col capo, l’assassinio Matteotti, la morte di Gramsci, gli esili a Ventotene, gli arresti”.

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Con rammarico, lo scrittore 93enne conclude: “L’italiano ha memoria solo per due cose: Sanremo e la formazione di calcio della Juventus del 1930. Per il resto ha una labilità di memoria che fa spavento”.

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