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Vissani: “Per Pasqua prendo gli agnelli più piccoli: sono più saporiti”

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Uno dei temi più ricorrenti durante le festività pasquali è: agnello sì o agnello no?

Ogni anno a Pasqua si acuisce lo scontro tra chi continua ad essere fedele alle tradizioni e chi decide di smettere di mangiare carne, dando vita anche ad accesi dibattiti.

Quest’anno a inasprire i toni ci pensa lo chef Gianfranco Vissani che in un’intervista a Radio Uno, ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora racconta:

“Per Pasqua ho ordinato 12 capretti e 20 agnelli. A noi piace molto la coratella… Io prendo gli agnelli più piccoli perché sono più saporiti”.

“Se mi dispiace uccidere gli agnelli? No, perché mio padre li uccideva a mani nude. E li ho uccisi anche io. È come il pollo o il coniglio. Bisogna utilizzare sempre un piccolo coltello che possa arrivare al cuore per fare uscire più sangue possibile, con un colpo secco, in modo che la carne rimanga bianca”.

Quando gli viene chiesto se queste scene lo impressionino, lo chef risponde senza battere ciglio:

“No, non mi fa impressione. Se mi sento’un po’ assassino’? No, per la miseria, assolutamente no”.

Durante il programma il cuoco parla anche della sua forma fisica, affermando di avere un certo “phisique du role” e di essere dimagrito molto negli anni.

“Non faccio distinzioni tra cuoco magro e meno magro. Io, ad esempio, sono dimagrito di ben 36kg, pesavo 166 chili e ora peso 130 chili [… ] Da quando ho smesso di fumare ho avuto questi problemi, fumavo ottanta sigarette al giorno, ma ho smesso da cinque anni e adesso sto benissimo. Il mio obiettivo è arrivare al mio peso forma ideale: 90 chili”.

“Mangio due uova sode, carne, l’importante è non usare olio e sale”. I carboidrati? “Banditi”.