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Matteo Salvini è tra le 100 persone più influenti al mondo secondo Time: a tracciare il suo profilo Steve Bannon

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Matteo Salvini è stato inserito dal settimanale americano Time nella lista delle 100 persone più influenti al mondo.

La classifica, che viene stilata ogni anno dal noto magazine, questa volta ha quindi aggiunto anche il ministro degli Interni italiano nell’elenco dei suoi top influencer.

Come sempre ogni personaggio inserito nella lista viene presentato da altre persone influenti e a tracciare il profilo di Salvini è stato Steve Bannon, il principale esponente e simbolo dell’ultradestra americana ed ex stratega della campagna elettorale di Donald Trump.

Steve Bannon a Roma: “L’Italia? Oggi è il luogo strategico più importante. Bolsonaro e Salvini i leader più influenti al mondo”

Il vicepremier del governo Conte, nello specifico, è stato inserito nella categoria “leader”. Con lui anche Papa Francesco, Donald Trump, Xi Jinping, Jair Bolsonaro, Greta Thunberg e Alexandria Ocasio-Cortez.

Salvini, peraltro, non è il solo italiano finito nella lista di Time: nella categoria “icone”, infatti, c’è anche Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino. Nello stesso gruppo, poi, compaiono Lady Gaga, Michelle Obama e Taylor Swift.

Ma non è finita qui con i top influencer italiani, perché nella categoria “pionieri” c’è anche lo chef Massimo Bottura, conosciuto e apprezzato a livello internazionale.

“Bruxelles non ci detterà più la politica sull’immigrazione: il partito di Davos non ci detterà più legge in Italia. Le elite europee non silenzieranno più i cittadini italiani. Matteo Salvini ha fatto risorgere l’orgoglio nazionale italiano”, sono state le parole di Bannon per descrivere il leader del Carroccio che “Venne, vide, postò su Facebook”.

A suo avviso Salvini, di cui racconta le umili origini, sarebbe oggi “il più discusso politico in Europa e alla fine di maggio, dopo le elezioni europee, potrebbe benissimo essere il più potente”.

Bannon si è espresso anche sul modo di comunicare di Matteo Salvini, sostenendo che il vertice del Viminale sia “il più anticonvenzionale dei politici” che ha portato avanti “la più anticonvenzionale delle campagne”. Giusta, secondo l’uomo dell’ultradestra negli States, anche l’alleanza con il Movimento 5 stelle, la quale ha saputo unire “destra e sinistra, populisti e nazionalisti”.