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Borghezio contro Salvini: “Nemmeno una telefonata per dirmi che non ero candidato”

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Mario Borghezio e Matteo Salvini

Una crepa si è insinuata nel rapporto fra Matteo Salvini e Mario Borghezio. Alle elezioni europee che si terranno il prossimo 26 maggio, il pasdaran della Lega non sarà candidato. Colonna portante del partito di Umberto Bossi prima e di Matteo Salvini poi, Borghezio ha accumulato ben 4 legislature e 18 anni di servizio in Parlamento europeo.

Invece: nulla dura, neanche Borghezio, e una tacita rottamazione ha travolto anche lui. “Fossi stato Salvini invece di rottamarmi avrei puntato sull’usato sicuro”, ha dichiarato. “Ci sono rimasto male, ma io sono un soldato della Lega e rispondo: obbedisco!”.

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Come un simile oltraggio sia stato possibile, l’ormai ex-parlamentare dice di non saperne nulla. “Non lo so nemmeno io. I miei colleghi venivano contattati per accettare la candidatura e il mio telefono restava muto”.

Il (quasi) ex parlamentare ha poi raccontato di avere incontrato Salvini lunedì mattina in prefettura a Monza, di avergli chiesto spiegazioni e di avere ricevuto in risposta delle rassicurazioni. “Noi non rottamiamo nessuno”, gli avrebbe garantito il ministro degli Interni.

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“Invece il mio nome nelle liste non c’ era”, si è rammaricato Borghezio che poi aggiunto: “Non mi hanno fatto nemmeno una telefonata. Ma del resto in questi casi avvertire non è abitudine della casa”

Per Borghezio, Salvini finirà per pagare questo “errore politico”. La Lega quadruplicherà i suoi parlamentari, afferma l’uomo politico, e una guida sarebbe stata utile ai neo-eletti: “Avrei potuto guidarli nei meandri delle aule di Bruxelles e Strasburgo”.

E poi, la stoccata a Matteo Salvini: “Sarei anche stato attento a chi viene imbarcato: nella Lega sta arrivando di tutto, bisogna avere mille occhi, davanti e dietro”.

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Verrebbe da chiedersi se dietro questa decisione del leader della Lega non ci sia un tentativo di applicazione di Quota 100. Ma della pensione, Borghezio sembra volerne sapere. Interrogato sui progetti per il futuro, non si è mostrato scoraggiato: “Sono molto bravo nell’attacchinaggio, anche se sono più lento rispetto a 30 anni fa, quando ho iniziato con i primi manifesti della Lega. E pure nel volantinaggio me la cavo bene. Darò una mano al movimento, come sempre”.