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Caos in Libia, l’allarme di al-Serraj: “800mila migranti verso l’Italia, tra cui tanti jihadisti”

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Il leader del governo di accordo nazionale libico, Fayez al-Serraj (Credits: Afp/Fethi Belaid)

Dopo la preoccupazione espressa dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, anche il premier libico Fayez al-Serraj ha sottolineato il pericolo di un aumento degli sbarchi in Italia dalla Libia a causa degli scontri in corso a Tripoli.

Intervistato dal Corriere della Sera, il leader del governo di accordo nazionale (l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale) ha lanciato l’allarme: “Ci sono oltre 800 mila persone, migranti africani e cittadini libici, gente arrivata di recente nei centri di accoglienza o semplicemente persone spaventate, che potrebbero cercare di raggiungere le coste italiane per fuggire all’incalzare dell’attacco delle forze di Haftar”, ha dichiarato.

“Se la Libia diventa ancora più insicura, l’Europa deve prepararsi a subirne le conseguenze con ondate di arrivi di disperati. E le vostre polizie sanno bene che con loro possono esserci elementi criminali, oltre a unità di jihadisti pronte a colpire”, ha continuato al-Serraj.

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Sebbene l’Isis sembri al momento sconfitto, infatti, “le sue cellule dormienti sono ancora pronte, crescono e si alimentano nel caos”.

L’Italia, ovviamente, è direttamente interessata dal fenomeno, visto che è il punto dell’Europa più vicino al paese africano. Lo sa bene il governo italiano, visto che sulla questione migranti dalla Libia si è consumato uno degli ultimi scontri in seno alla maggioranza giallo-verde.

Il vicepremier Luigi Di Maio infatti ha dichiarato che, di fronte a un’emergenza umanitaria di questa portata, “i porti chiusi sono una misura occasionale“, attaccando di fatto l’operato di Matteo Salvini. Il leader della Lega, però, non ha tardato a rispondere, sottolineando come finché sarà lui il ministro dell’Interno “i porti resteranno chiusi“.

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Al-Serraj ha inoltre fatto un appello alla comunità internazionale, perché non venga fornito aiuto al generale Khalifa Haftar.

Molto controversa, inoltre, è la posizione della Francia, accusata di appoggiare l’azione del generale Haftar, definita dall’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassam Salamè, “un colpo di stato, non un’operazione antiterrorismo”.

A questo proposito, al-Serraj è molto chiaro: “La Francia – ha detto nell’intervista al Corriere della Sera – abbia un ruolo importante per la relazione speciale che intrattiene con Haftar, tanto da poter frenare l’attacco contro Tripoli”.

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