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Elezioni Finlandia 2019: sfida tra sinistra e populisti per le parlamentari

Al centro della campagna elettorale il tema dell'immigrazione. Probabile sconfitta del governo di centro e avanzata dell'estrema destra del Partito dei Finlandesi

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Credit: Emmi Korhonen / Lehtikuva

Elezioni Finlandia 2019 | Domenica 14 aprile i cittadini finlandesi sono chiamati alle urne per le elezioni legislative, in cui 4,5 milioni di aventi diritto eleggeranno 200 deputati.

Secondo gli ultimi sondaggi, la sfida elettorale è tra socialdemocratici di sinistra e i populisti dei “Veri Finlandesi”.

Il Partito di centro, attualmente al governo, ha perso molte preferenze anche a causa dei pesanti tagli alla spesa pubblica, e risulterebbe quarto dopo il Partito di coalizione nazionale.

Le urne chiuderanno alle 20 (le 19 in Italia) e i risultati sono attesi nella notte. Un milione e mezzo di elettori, numero record, hanno già votato anticipatamente nelle scorse settimane.

Elezioni finlandia: cosa dicono i sondaggi

I sondaggi indicano come probabile vincitore delle elezioni parlamentari il Partito Socialdemocratico, oggi all’opposizione. Il partito pro-Europa è dato in testa con il 19 per cento dei consensi, secondo l’ultimo sondaggio commissionato dall’emittente pubblica finlandese Yle.

Ma si tratta di un margine di soli due punti percentuali rispetto ai “Veri Finlandesi”, partito fautore della linea dura sull’immigrazione, quotato al 16,3 per cento.

Inoltre, anche in caso di vittoria, il Partito Socialdemocratico avrebbe ancora bisogno di trovare una coalizione nell’eventualità di formare il prossimo governo.

Al terzo posto nei sondaggi è il Partito della coalizione nazionale, con il 15,9 per cento dei consensi.

La campagna elettorale dei socialdemocratici è stata incentrata contro l’austerità del governo guidato dal premier Juha Sipila, basato sull’alleanza del Partito di centro con il partito di centrodestra Coalizione Nazionale.

Le misure di austerità promosse dal governo hanno aiutato la Finlandia a tornare alla crescita e a migliorare le finanze pubbliche dopo una recessione di tre anni, che ha colpito in particolar modo l’industria del legno e la Nokia.

I tagli pubblici, che hanno riguardato i settori dell’istruzione, della salute e dei sussidi di disoccupazione, hanno però provocato un crollo nei consensi per le forze di governo.

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