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“Macron mi ha spinta a candidarmi con il Pd”, la stretta collaboratrice del presidente francese sulle Europee

Immagine di copertina
Emmanuel Macron, Caterina Avanza e Nicola Zingaretti

Dallo staff di Macron al Pd. Caterina Avanza, coordinatrice per le Europee di En Marche e stretta collaboratrice del presidente francese, oggi è una delle candidate a Bruxelles con Nicola Zingaretti.

Caterina Avanza ha 38 anni ed è originaria di Brescia, residente a Parigi da 15 anni la collaboratrice di Macron si è laureata in Scienze Politiche in Italia e poi ha conseguito un master alla Sorbona. È sposata con due figli.

In un’intervista al Corriere della Sera, Caterina Avanza racconta la liaison tra En Marche di Macron e il Pd di Zingaretti alle Europee. Avanza, infatti, è stata “indicata” dallo stesso presidente francese come “pontiere” tra Italia e Francia, “nel tentativo di coagulare una classe dirigente europea progressista” in grado di fronteggiare l’avanzata dei sovranisti.

“È stato Macron a spingere per la mia candidatura con il Pd. Poi c’è stata una telefonata tra Zingaretti e Stanislas Guerini, il segretario di En Marche ed il segretario Pd ha deciso di candidarmi, anche se io non sono mai stata iscritta al suo partito”, ha dichiarato al Corriere.

Sul consenso degli italiani su temi come sovranismo e immigrazione, Caterina Avanza ha commentato: “Va detto agli italiani che l’Europa delle nazioni tanto sbandierata da quel mitomane di Salvini quanto da Le Pen esiste già. Il cuore del regolamento di Dublino II per la nazionalizzazione dei flussi migratori, con l’obbligo di richiesta d’asilo nel Paese di sbarco, venne firmato da Berlusconi nel 2003, quando governava con la Lega. E quelle coordinate sono ancora attuali. Il regolamento va cambiato: ci sono state 22 commissioni, nelle quali l’eurodeputato Salvini non ha partecipato. Poi Salvini ha un progetto di alleanza con le destre estreme e addirittura con Junker ed i conservatori del partito popolare, quelli che per 30 anni hanno governato l’Europa. Sfasciandola”.

E sui consensi dimezzati del Pd? Perché candidarsi con un partito in difficoltà? “L’Italia è un paese fondatore dell’Europa e deve avere un progetto forte, deve tornare protagonista. – ha spiegato la candidata alle Europee – Credo sia possibile solo con il centrosinistra, dentro il quale c’è una parte più di sinistra, rappresentata da Pisapia ad esempio e una parte più centrista, dove mi colloco io”.

“Non mi pare abbiano una politica europea né i 5 Stelle, che dopo anni passati gridando lo slogan “onestà onestà” , adesso che sono diventati casta, non hanno più nulla da dire, né la Lega che parla solo di immigrazione”, ha aggiunto Avanza.

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