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Prima foto di un buco nero, ecco cosa hanno detto i figli di Stephen Hawking sul padre

Immagine di copertina

È la foto che “segna un secolo” quella che si è diffusa ieri in tutto il mondo dopo che un gruppo di scienziati internazionali è riuscito, per la prima volta, ad immortalare un buco nero. Event Horizon Telescope, questo il nome del progetto che raggruppa una rete di telescopi sparsi su tutta la terra e che ha promosso la straordinaria scoperta scientifica.

“Siamo di fronte alla conferma del Relatività di Einstein“, sono state le parole cariche di entusiasmo del direttore del progetto Eht Sheperd S. Doeleman del Center for Astrophysics, Harvard & Smithsonian mentre mostrava la fotografia.

Il 10 aprile 2019 diventa così una giornata storica per l’astrofisica, una di quelle che verranno ricordate per sempre e che segnano un nuovo punto di partenza per gli studi riguardanti i buchi neri.

Non solo, il 10 aprile è una di quelle che giornate che una persona in particolare si meritava di vivere: Stephen Hawking. Sono in molti, infatti, a domandarsi in queste ore che cosa avrebbe detto il noto scienziato e astrofisico deceduto circa un anno fa. Tra i suoi studi più rilevanti e che gli hanno conferito così tanta fama, infatti, c’è proprio quello sull’origine dell’universo e sulla termodinamica dei buchi neri. “Dal Big Bang ai buchi neri”, questo il titolo di una delle sue più famose pubblicazioni.

A parlare per conto del loro straordinario padre, però, sono arrivati i figli di Stephen Hawking, Lucy, Tim e Robert. Lucy, anche per conto dei suoi fratelli, ha infatti riferito a Repubblica alcune commoventi parole per commentare la stupefacente fotografia del buco nero:

“Siamo sopraffatti dalla gioia nel vedere la realizzazione del lavoro di nostro padre nelle prime immagini di un buco nero, ma siamo anche tristissimi che papà non sia qui per poterle apprezzare. Ci piacerebbe tanto sapere cosa avrebbe detto nel vedere fotografato il fenomeno che lo ha ispirato e intrigato durante tutta la sua carriera scientifica. Da un “momento eureka” nel 1970 al suo ultimo lavoro scientifico, pubblicato postumo alla fine dell’anno scorso, questi oggetti spaventosi hanno occupato i pensieri di nostro padre durante tutta la sua vita e sono stati protagonisti di alcune delle sue più grandi scoperte scientifiche”.

Lucy, che ha raccontato al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari quanto il termine “buco nero” fosse ormai “di casa” nella famiglia Hawking, ha detto che molto spesso suo padre lo usava anche nei discorsi con i propri figli. “Non mollare mai. Se ti trovi in un buco nero, non arrenderti, c’è sempre un modo per uscirne”, era infatti solito dire papà Hawking.