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“Che ce ne facciamo dei buchi neri?”: lo scienziato Antonio Zichichi smonta la ‘foto del secolo’

Immagine di copertina
Antonio Zichichi

È stata definita la “foto del secolo”. L’immagine che per la prima volta ha immortalato un buco nero per molti esperti potrebbe avere ripercussioni inimmaginabili sul corso della scienza.

La prima immagine di un buco nero: “È la foto del secolo”

Eppure non mancano gli scettici su questo successo scientifico promosso da Event Horizon Telescope (progetto che raggruppa telescopi sparsi su tutta la Terra) come il fisico e divulgatore scientifico Antonio Zichichi che, ai microfoni di “Un Giorno da Pecora” in onda su Rai Raio 1, ha espresso senza mezzi termini le sue perplessità.

“Se sono entusiasta dello scatto del buco nero? No, è ovvio che doveva esser così, non è affatto una scoperta. E’ la foto di una cosa che doveva esistere, un oggetto talmente potente nella sua forza gravitazionale che non rilascia nemmeno la luce”.

Lo scienziato siciliano, 89 anni, ha commentato così la foto del buco nero diffusa ieri: “Il progresso nasce dagli esperimenti che possiamo fare nei nostri laboratori. Dei buchi neri non sappiamo cosa farcene”.

Alla domanda provocatoria ‘chi se ne importa della foto dei buchi neri quindi?’, la risposta è stata affermativa: “Si, certo, assolutamente”. Il professore non ha nascosto l’assenza di entusiasmo per questo scatto che ha fatto il giro del mondo: “Quel che facciamo in laboratorio è di gran lunga più importante”.

“Siamo di fronte alla conferma del Relatività di Einstein”, le parole invece del direttore del progetto Eht Sheperd S. Doeleman del Center for Astrophysics, Harvard & Smithsonian.

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