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La famiglia di Khashoggi: “Regali dall’Arabia Saudita in cambio del nostro silenzio? Solo atti di generosità”

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Avevano fatto molto discutere, a inizio aprile 2019, le indiscrezioni pubblicate dal Washington Post sulla famiglia di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita ucciso il 2 ottobre 2018 nel consolato di Riad, a Istanbul, in Turchia.

Secondo il quotidiano americano, per il quale scriveva lo stesso Khashoggi, Riad avrebbe regalato ai quattro figli del giornalista alcune case dal valore di svariati milioni di dollari, oltre che assegni mensili affinché “continuino a mostrare moderazione nelle loro dichiarazioni pubbliche”.

Un’accusa molto forte, quella del giornale, secondo cui l’Arabia Saudita vuole stringere degli accordi di riservatezza con la famiglia di Khashoggi per insabbiare le reali motivazioni dietro la morte del giornalista.

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Mercoledì 10 aprile, però, Salah Khashoggi, figlio del cronista ucciso su ordine del regime, ha pubblicato un comunicato a nome di tutta la sua famiglia. Nel documento, Salah Khashoggi ha negato ogni tipo di accordo con la famiglia reale saudita e con il principe ereditario Mohammed bin Salman, considerato da molti il mandante dell’omicidio del giornalista .

Da parte della famiglia reale saudita, si legge ancora nel comunicato, ci sono stati solo “atti di generosità”, ma nessuna ammissione di colpa. “Al momento continua ancora Salah Khashoggi – c’è un processo in corso e non è stato discusso nessun accordo. Le persone che hanno commesso l’omicidio verranno portate davanti alla giustizia e saranno punite”.

Il cadavere di Khashoggi, a sei mesi di distanza dalla sua scomparsa, non è mai stato ritrovato. Il processo sulla morte del giornalista, che vede imputati 11 presunti uomini coinvolti nell’assassinio, è iniziato a gennaio 2019.

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