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Mozione su genocidio armeno: la Turchia convoca l’ambasciatore italiano

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Credit: YASIN AKGUL/AFP

La Turchia ha convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, per chiedere dei chiarimenti sulla discussione in corso alla Camera sul riconoscimento del genocidio del popolo armeno, consumatosi tra il 1915 ed il 1916.

L’8 aprile 2019 il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Vincenzo Santangelo, ha parlato in Aula e ha invitato i colleghi ad approvare la mozione, che a suo parere rappresenta “un passaggio per favorire un percorso di pace” tra il popolo armeno e quello turco.

“L’Italia ritiene che la questione dei massacri debba essere affrontata secondo un dialogo scevro da pregiudizi”, ha ribadito il sottosegretario.

La mozione ha come obiettivo ultimo quello di “onorare le vittime di questa atrocità. Serve lavorare ad un dialogo tra il popolo armeno e quello turco per evitare che simili atrocità possano ripetersi”.

Solo riconoscendo il passato, ha ribadito il sottosegretario, si può andare avanti. La Turchia tuttavia continua a non riconoscere il genocidio degli armeni e il suo attuale Governo è noto per non rispettare i diritti delle minoranze, come dimostra la repressione del popolo curdo.

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La versione di Ankara in merito è sempre stata che i massacri del 1915 sono avvenuti durante un conflitto e che alla loro base non vi era una motivazione etnica o religiosa. Inoltre contesta il numero ufficiale delle vittime.

Il riconoscimento da parte della Turchia del genocidio è tra l’altro uno dei punti di attrito tra Ankara e la Comunità europea e uno dei motivi per cui il paese non è stato ancora ammesso all’interno dell’Ue.

Su quest’ultimo tema si è espresso anche il vicepremier Matteo Salvini: “La Turchia non è e non sarà mai Europa. Il processo di adesione va cancellato, va definitivamente interrotto”, ha ribadito il leader della Lega.

“Per quanto mi riguarda, la Turchia non entrerà mai nella Ue. Mai”.

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