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Egitto, il ministero dell’Interno: “Uccisi 2 agenti e 3 civili nel Sinai del Nord”. L’Isis rivendica l’attentato

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Immagine di repertorio

Torna l’incubo Isis nella penisola del Sinai, nella parte nord-orientale dell’Egitto. Nella mattina del 9 aprile 2019, nei pressi del mercato nell’area di Sheikh Zuweid, nella provincia del Sinai del Nord, un uomo si è fatto esplodere al passaggio di una pattuglia di polizia.

Il bilancio, secondo il ministero dell’Interno egiziano, è di cinque morti: due agenti di polizia e tre civili. Secondo tre fonti dei servizi di sicurezza citate da Reuters, invece, nell’attentato sono morti un civile e quattro agenti di polizia. Tra essi ci sarebbero anche il capo della polizia investigativa della città e il suo assistente. 

L’Isis, come anticipato, ha rivendicato l’attentato di questa mattina. In totale, secondo i miliziani dello Stato islamico, sono 15 le persone coinvolte tra morti e feriti. Ma il bilancio è destinato a crescere con il passare delle ore.

A febbraio 2018, l’esercito egiziano ha lanciato una massiccia campagna militare per “ripulire” la penisola del Sinai, come anche il delta del Nilo e il confine occidentale del deserto della Libia dai miliziani jihadisti. Da allora, oltre 40 militari egiziani e almeno 500 miliziani di gruppi armati ribelli sono rimasti uccisi. Il totale delle persone arrestate è invece di più di 5.000. Tra questi, secondo quanto dichiarato dall’esercito dell’Egitto, anche molti “criminali ricercati e sospetti”.