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Sergio Zanotti al pm: “Sono stato sequestrato da al Qaeda”

Immagine di copertina
Il passaporto di Sergio Zanotti

“Ero senza lavoro, ho deciso di andare in Turchia, nella zona di Hatay,a pochi chilometri dalla Siria, per cercare di acquistare dinari da rivendere in Europa. Nel mercato numismatico hanno valore”. Così Sergio Zanotti agli inquirenti che lo hanno ascoltato per 3 ore a Roma, dopo tre anni di sequestro in Siria.

L’imprenditore italiano è stato liberato, ieri venerdì 5 aprile. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte.

“Sono stato però venduto dal mio tassista abusivo a dei miliziani che mi hanno narcotizzato: il 14 aprile del 2016 mi sono risvegliato in una casupola nella zona di Aleppo. Sono stato trattato abbastanza bene”, ha confessato Zanotti al pm Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo d’inchiesta per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

“Le catene me le hanno messe solo per girare i video postati su internet come una sorta di messa in scena. In una giornata ho girato diversi video con cambi di abito e cambi di scenario”.

E infine: “Ieri mi sono visto per la prima volta allo specchio dopo tre anni e ho fatto fatica a riconoscermi: sembro invecchiato di 15 anni”.

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