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La denuncia di Assomusica: “Con la Legge di bilancio in arrivo rincari e disagi per il pubblico ai concerti dal vivo”

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Dal 1 luglio 2019, tutti i biglietti per i concerti di musica organizzati in luoghi con capienza superiore a 5.000 persone “riportano la chiara indicazione del nome e del cognome” di chi li ha acquistati.

Grazie alla Legge di bilancio 2019, la norma sui biglietti nominativi in Italia è realtà: un provvedimento, nei piani del governo giallo-verde, utile a contrastare il fenomeno del bagarinaggio. Ma tra gli addetti ai lavori c’è anche chi è contrario alla legge.

Fa parte di questo gruppo anche Assomusica. Secondo l’Associazione di produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo (ne fanno parte circa 120 imprese, che coprono circa l’80% di tutti i concerti organizzati in Italia), la norma approvata nell’ultima Legge di bilancio non aiuterà a combattere il fenomeno del secondary ticketing, ma anzi provocherà diversi disagi ai consumatori. Su tutti un aumento prezzi dei concerti.

“Siamo contrari a ogni forma di bagarinaggio – spiega Vincenzo Spera, presidente di Assomusica – ma i consumatori devono sapere che con l’introduzione del biglietto nominativo per i concerti dal vivo, i costi dei biglietti aumenteranno, cambiare il nome dell’utilizzatore non sarà una procedura veloce e si creeranno più code agli ingressi per i controlli”.

Perché i biglietti nominativi, previsti nella Legge di bilancio, provocheranno l’aumento prezzi dei concerti? “Per attuare i necessari controlli – continua Spera – gli organizzatori dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni. Questi costi saranno pagati dai cittadini che acquisteranno il biglietto, aumenteranno code e tempi di attesa, specie in occasione di grandi manifestazioni. I consumatori non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente. Le procedure per il cambio del nominativo non saranno semplici e immediate e potranno comportare ulteriori costi”.

Nel suo comunicato, l’associazione rivendica di essersi già mossa in passato per limitare il bagarinaggio online, promuovendo alcune misure come l’idea di “chiudere tutti i siti di rivendita dei biglietti e utilizzare delle app che consentono di tracciare l’eventuale passaggio di mano dei biglietti già emessi”. Con la norma contenuta nella Legge di bilancio, invece, secondo i produttori e gli organizzatori di concerti vengono colpiti loro stessi e soprattutto i consumatori “comportando ricadute negative, certe, sull’intero settore”.

“Il settore della musica live – ha detto il presidente di Assomusica – rappresenta una filiera di circa 1000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori, specialmente giovani. Pertanto, pur nella comprensione dell’obiettivo della proposta, riteniamo ingiustificato colpire un settore florido dell’industria culturale”.