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Pensioni: tutto quello che c’è da sapere su Quota 100

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Pensioni quota 100 | Tutte le ultimissime news 

Quota 100, la riforma delle pensioni con cui il governo giallo-verde mira a superare la legge Fornero, è ormai legge dopo il via libera definitivo dell’Aula del Senato giunto mercoledì 27 marzo. Tale decreto contiene anche il reddito di cittadinanza.

Vediamo qui di seguito come funziona Quota 100, a chi spetta e tutti gli aggiornamenti in merito alla nuova misura in materia previdenziale.

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Pensioni Quota 100 | News e aggiornamenti

Aggiornamento 5 aprile – Quota 100, l’Inps accelera tempistiche per le domande e raddoppia il giorno di pagamento ad aprile. All’istituto di previdenza, secondo quanto riferito da Repubblica, sembra proprio non dispiacere la riforma delle pensioni messa in campo dall’esecutivo, tanto che è stato richiesto ai dipendenti di accelerare i tempi per la lavorazione delle richieste. Inoltre è stato inserito un giorno in più per pagare gli assegni: oltre al 1 aprile, le pensioni verranno liquidate anche il giorno 7. Qui tutti i dettagli.

Aggiornamento 27 marzo – Quota 100 è legge, via libera del Senato al “decretone”. Con 150 voti a favore, 107 contrari e 7 astenuti l’Aula di Palazzo Madama ha approvato definitivamente la riforma delle pensioni Quota 100, contenuta insieme al reddito di cittadinanza nel decreto n.4/2019.

Aggiornamento 12 marzo – Il 41 per cento delle domande arriva dal Sud. A sorpresa le domande presentate, aggiornato all’8 marzo 2019, vedono soprattutto il Sud interessato al nuovo sistema pensionistico. Un dato sorprendente visto che nelle analisi propedeutiche al provvedimento era previsto un boom del Nord per la presenza, nell’area, di lavoratori senza “buchi contributivi”.

Invece il 41 per cento delle domande è arrivato finora dal Mezzogiorno, per un totale di 85mila domande. In testa troviamo Sicilia, con 8.889 domande, e Campania, con 8.122.

Tra le regioni del Nord (37 per cento delle domande) in testa c’è la Lombardia con 8.946 domande. È il Lazio, con 8.937 richieste, a guidare invece il Centro, dove sono state presentate il 22 per cento delle domande.

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Pensioni Quota 100 | Come funziona

Per poter andare in pensione anticipatamente con Quota 100 – che è comunque una misura sperimentale che parte il 1° aprile 2019 e rimane in vigore per il triennio 2019-2021 – è necessario avere un’età anagrafica di 62 anni e aver versato i contributi per 38 anni.

Tale anzianità contributiva può essere conseguita, per quanto riguarda gli iscritti a due o più gestioni previdenziali che non stiano già ricevendo la pensione, richiedendo il cumulo dei contributi.

Se si sceglie questa opzione al fine di uscire anticipatamente da lavoro, però, non è possibile cumulare la pensione con altri redditi da lavoro; fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, quindi, l’unica attività consentita è quella di prestazione occasionale rispettando il limite massimo di 5 mila euro lordi annui.

Per quanto riguarda le tempistiche previste per l’uscita da lavoro anticipata, il provvedimento prevede delle finestre di uscita. Queste variano a seconda che si tratta di dipendenti pubblici o di lavoratori del settore privato. Se questi ultimi attenderanno 3 mesi dal momento della maturazione dei requisiti prima di ricevere il primo assegno pensionistico, per i primi i mesi previsti sono invece 6.

Tale previsione ha l’obiettivo di contenere l’esodo di massa dei lavoratori; per quanto riguarda nello specifico i dipendenti della Pubblica Amministrazione, essi dovranno dare un preavviso di 6 mesi per poter lasciare anticipatamente il lavoro.

Possono quindi andare in pensione con Quota 100 a partire dal 1° aprile 2019 i lavoratori del settore privato che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018. Se questi maturano invece i requisiti il 1° gennaio 2019, allora conseguono il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.

Per quanto riguarda invece i dipendenti pubblici, applicando lo stesso principio se questi maturano i requisiti il 1° di aprile allora conseguiranno il diritto alla pensione dopo 6 mesi; per quanto riguarda nello specifico i dipendenti del settore scolastico, per questi è prevista una finestra di uscita unica.

Escluse dunque le finestre per i dipendenti della scuola – come anche la finestra del 1° aprile e del 1° agosto, relative ai lavoratori del settore privato e pubblico – le ulteriori finestre dovrebbero essere mobili.

Infine, per tutti i pensionati pubblici – non solo Quota 100 – c’è ora la possibilità di avere subito, a fronte dei 2-3 anni attuali, l’anticipo di fine rapporto fino a 45mila euro.

Pensioni Quota 100 | Le cose da sapere in breve

– Stop scatti età: pensione non legata all’aspettativa di vita

– È possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni

– La pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo

– La pensione è cumulabile con redditi da lavoro occasionale (5mila euro max)

– I dipendenti pubblici devono dare un preavviso di sei mesi.

– Fondo Bilaterale per il ricambio generazionale: si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un’assunzione

– Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate).

LEGGI ANCHE: Pensioni, da Quota 100 a Opzione donna: tutte le novità

Pensioni Quota 100 e opzione donna | Le novità 

– Le lavoratrici a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31/12/2018 possono andare in pensione (Opzione donna)

– Ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita. I lavoratori precoci potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Pensioni | Ape Sociale

L’Ape sociale è un’indennità sostitutiva, in vigore tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2019, che dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia.

Requisito anagrafico: almeno 63 anni di età.

Requisito contributivo: 30 o 36 anni, a seconda dei casi, con bonus di un anno per figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Pensioni | Pace contributiva, cos’è e come funziona

Nel decreto su Quota 100 è stata inserita anche la pace contributiva per il triennio 2019-2021.

La pace contributiva consente di riscattare, su richiesta, periodi di buco contributivo non obbligatori per un massimo di 5 anni e il riscatto del periodo di laurea a condizioni agevolate. Il riscatto può essere effettuato da tutti (il tetto dei 45 anni previsto inizialmente è saltato) ma solo per gli anni di corso dal 1996 in poi.

La misura è legata alla pace contributiva che viene estesa per 10 anni: si potrà saldare quanto dovuto in 120 rate mensili, invece delle 60 attuali.